Maurizio Agustoni nuovo capogruppo PPD in Gran Consiglio!

Generazione Giovani desidera complimentarsi con Maurizio Agustoni, designato oggi quale nuovo capogruppo PPD in Gran Consiglio. Maurizio, classe 1982 e già presidente del nostro movimento dal 2007 al 2011, subentra al presidente cantonale Fiorenzo Dadò, il quale ha rassegnato le proprie dimissioni per l’inizio di luglio. Ringraziamo Fiorenzo per il prezioso lavoro svolto, e rinnoviamo i nostri auguri al neo capogruppo per un’illuminante e serena gestione.

Il Comitato GG

Giosué Tirotta eletto primo cittadino di Bedano!

Lunedì 22 maggio, il Consiglio comunale di Bedano ha nominato il suo Presidente. Giosuè Tirotta è il nuovo primo cittadino, classe 1987, Consigliere comunale PPD-GG e membro di Comitato di Generazione Giovani Luganese.

La Presidente del Comitato di Generazione Giovani Luganese Marika Beretta esprime i suoi complimenti al giovane popolare democratico ed è orgogliosa che ricopra tale importante carica. Uno stimolo per tutti i giovani che fanno politica attivamente ad impegnarsi per la propria comunità. Il Comitato di Generazione Giovani Luganese formula al neo Presidente i migliori auguri di buon lavoro per un anno ricco di soddisfazioni.

Marika Beretta

Votazioni 21 maggio 2017: un chiaro sì alla Strategia Energetica 2050

Votazioni 21 maggio 2017: un chiaro sì alla Strategia Energetica 2050
Nell’ultima seduta, il Comitato di Generazione Giovani Ticino ha discusso e preso posizione in merito ai temi in votazione domenica 21 maggio 2017. I temi, ricordiamo, sono la Strategia Energetica 2050 a livello federale e l’istituzione della tassa sul sacco a livello cantonale. Per quanto riguarda la Strategia Energetica 2050, la decisione è stata unanime: Generazione Giovani sostiene la nuova Legge sull’energia.

Vi è stata invece una netta divisione durante la discussione sulla tassa sul sacco cantonale. Dopo un lungo e approfondito scambio di idee e opinioni, visti i numerosi pareri, il Comitato ha deciso di lasciare libertà di voto per quanto riguarda questo oggetto. Le argomentazioni principali sono state da una parte il rispetto dell’autonomia comunale, fissata dalla Costituzione e intaccata da questa modifica normativa, dall’altra la volontà di ridurre i consumi, favorendo un consumo di risorse più attento, e di omogeneizzare la procedura di smaltimento dei rifiuti a livello cantonale.


Bellinzona, 06 maggio 2017.


Per il Comitato Generazione Giovani Ticino:

Il Vice-Segretario:

Romolo Pawlowski

I giovani PPD svizzeri chiedono l’accesso a Erasmus+ per tutti gli studenti svizzeri

I giovani PPD svizzeri, con il sostegno di Generazione Giovani Ticino, si dimostrano preoccupati riguardo all’annuncio del Consiglio federale sul programma Erasmus+, il programma UE per la formazione professionale e generale, giovani e sport. Il Governo, infatti, dopo aver rassicurato la popolazione sulla partecipazione, si è rifiutato di riassociarsi ad Erasmus+, preferendo una soluzione provvisoria per i prossimi tre anni. Questa decisione, sempre su dichiarazione del Consiglio federale, è stata presa principalmente per motivi finanziari.

I giovani PPD svizzeri criticano la decisione del Consiglio federale, che è una netta inversione di marcia nei confronti delle dichiarazioni fatte in precedenza e mette in difficolta giuridiche le università, le scuole universitarie professionali e, non da ultimi, gli studenti. I giovani PPD svizzeri sono delusi per il fatto che il Consiglio federale ponga gli interessi finanziari prima dell’istruzione dei giovani svizzeri. In questo modo, il Consiglio federale non infrange solo le promesse nei confronti degli studenti, ma rifiuta anche il mandato di riassociazione, assegnato dal parlamento nel 2014, dopo l’esclusione della Svizzera dal programma Erasmus.

La soluzione temporanea non è soddisfacente per i diretti interessati. Con essa, infatti, i giovani aderenti al programma potrebbero vedersi togliere ogni anno i finanziamenti necessari, impedendo qualsiasi tipo di pianificazione. La domanda di partecipazione a scambi universitari e professionali per studenti è salita drasticamente negli scorsi anni. Le università partner sono però diminuite parecchio, in quanto non hanno più la certezza che gli scambi dei loro studenti outgoing (ossia che vengono in Svizzera) verranno coperti, sempre a causa dello status in cui si ritrova la Svizzera riguardo a Erasmus+. Allo stesso tempo molte università partner hanno ridotto drasticamente i posti disponibili per studenti svizzeri.

La soluzione provvisoria prevista dal Consiglio federale comporta un enorme lavoro per gli istituti di formazione svizzeri, che dovranno concludere un accordo bilaterale di partnership con ogni singola istituzione estera. Inoltre, questi accordi sono parecchio difficili da siglare, poiché, oltre alla difficoltà di prevederne la durata, ci sono molte incognite, riguardanti i finanziamenti, la validità e la sicurezza giuridica. Occorre anche aggiungere che, a causa della comunicazione del Governo dell’autunno 2016, in cui si ribadiva la volontà di aderire
a Erasmus+, gli istituti di formazione svizzeri si sono basati su una riassociazione completa a partire dal 2018. Ora, invece, si ritrovano nell’ardua situazione di dover prolungare di 3 anni nuovamente gli accordi stipulati.

Tuttavia, la problematica riguardo all’incertezza giuridica va avanti. Anche per gli anni 2020 e 2021 il Consiglio federale non può garantire una soluzione. Una completa associazione al programma successivo ad Erasmus, a partire dal 2021, sta infatti solamente venendo valutata. In questo modo, per gli interessati, rimane l’incertezza di cosa accadrà in futuro. Un’esclusione dal programma Erasmus+ danneggerebbe in maniera importante l’immagine e la qualità delle università svizzere nel medio-lungo termine. Con la mancata partecipazione da parte della Confederazione, dal 2014 al 2020, un’intera generazione di giovani svizzeri e svizzere rimarranno esclusi da tutti i vantaggi del programma d’istruzione europeo. La mancata associazione, non peggiora solo la posizione del sistema educativo elvetico in Europa, bensì anche a livello globale, in quanto la Confederazione ha perso l’accesso a "Capacity Building", una piattaforma internazionale per programmi partner. La soluzione transitoria del Consiglio federale non compensa in alcun modo questa grande perdita.

Come già detto, con l’esclusione della Svizzera dal programma Erasmus, le scuole superiori svizzere hanno diminuito parecchio la loro attrattività come destinazioni possibili per gli studenti, al punto di non venire nemmeno più elencate sulle liste del programma d’istruzione europeo. Per questo motivo i contributi finanziari, come quelli tematici, delle nostre scuole non vengono più rappresentati all’interno dell’infrastruttura di Erasmus+, ciò porta al già citato problema che questi contributi devono essere rivalutati, ritrattati in tutte le fasi della soluzione transitoria da parte di tutte le scuole con i rispettivi partner.

Per gli studenti sorge una grossa incertezza a ogni scambio, soprattutto riguardo alle possibilità e alle condizioni di frequenza dell’università partner. L’unico punto fermo è il fatto che le possibilità vengono continuamente limitate in confronto alle altre nazioni. Gli uffici di mobilitazione presso le scuole universitarie si vedono quindi attribuire una doppia responsabilità in quanto devono pensare sia ai nostri studenti outgoing, sia agli studenti stranieri ingoing. Oltretutto, gli Stati europei non sono disposti a pagare i contributi Erasmus+ per studenti che vogliono venire in Svizzera, siccome la Confederazione non è più membro del programma Erasmus+.

Va ricordato che Erasmus+ è molto di più di un mero programma di scambi per studenti delle scuole superiori. Erasmus+ è una piattaforma per programmi scolastici ed extrascolastici, volti a lanciare progetti internazionali per adolescenti, apprendisti, scolari, studenti, ricercatori, professori e organizzazioni giovanili. Erasmus+ copre pure l’istruzione professionale e quella per adulti, così come le scuole dell’obbligo e le scuole medie superiori. La versione transitoria del Governo non tiene conto in alcun modo questi ultimi aspetti.

Oltre alle scuole universitarie e superiori, sono colpite in modo particolare da questa misura del Consiglio federale anche le organizzazioni giovanili, che, per esempio, durante l’esclusione da Erasmus durante il 2014 persero l’accesso al programma dei parlamenti giovanili europeo “Jugend in Aktion”. In questo senso, la soluzione temporanea non permette alle organizzazioni extrascolastiche alcun tipo di compensazione, mettendo in difficoltà, sia finanziarie, sia di altro genere, i volontari svizzeri. Senza la partecipazione a “Jugend in Aktion”, le organizzazioni giovanili svizzere perdono l’accesso alle reti di Erasmus+ per lavori giovanili a livello europeo e a qualsiasi tipo di considerazione dall’estero in vista di collaborazioni.

Non è una rarità che tra i membri di Erasmus+ ci siano Stati non membri dell’Unione europea, ma con la soluzione del Consiglio federale, la Svizzera si ritroverebbe dietro a Lichtenstein, Norvegia, Islanda, Macedonia e pure Turchia. Bisogna anche considerare che la mancata partecipazione al sistema non permette alle nostre scuole alcun seggio negli organi di Erasmus, senza dunque avere alcun influsso sulla struttura del programma.

La mobilità internazionale contribuisce in maniera molto importante all’istruzione dei giovani svizzeri e svizzere. Permette loro di migliorare competenze sia professionali, sia linguistiche, magari difficili da acquisire in Svizzera. Inoltre, aumenta l’indipendenza dei nostri giovani, così come le loro competenze sociali ed interculturali, grazie alle quali gli studenti sono agevolati al momento di entrare nel mondo del lavoro. Senza l’adesione completa ad Erasmus+ gli studenti svizzeri non avranno l’opportunità di elaborare e sviluppare le competenze sopracitate.

La soluzione provvisoria porta solo all’incertezza, sia per gli studenti, sia per le scuole universitarie svizzere, e a futili costi amministrativi. Per propria comodità, il Consiglio federale sposta con questa decisione il problema alle scuole universitarie, abbandonando loro e gli studenti. Inoltre, il messaggio del governo del 27 aprile 2017, con alcune proposte di miglioramento, non porta benefici rilevanti e non considera i bisogni dei diretti interessati.
Per i giovani PPD svizzeri, sostenuti da Generazione Giovani Ticino, è quindi chiaro che le attuali incertezze non devono andare a scapito delle possibilità dei giovani svizzeri e svizzere. Quindi i giovani PPD svizzeri chiedono al Consiglio federale di:

  • Riprendere le trattative con la Commissione europea, per una riassociazione della Svizzera al programma europeo d’istruzione generale e professionale, giovani e sport (Erasmus+).
  • Migliorare la soluzione in tempi il più breve possibili, così da garantire la certezza dei finanziamenti per gli scambi di giovani studenti svizzeri.
  • Garantire le condizioni che permettano alle scuole universitarie svizzere di non perdere ulteriori partner e di non limitare le esperienze all’estero per gli studenti.
  • Compensare in modo adeguato la mancanza di accesso alle infrastrutture di Erasmus+ per gli studenti e garantire le stesse possibilità per gli studenti svizzeri nello spazio educativo europeo.
  • Dare priorità ai bisogni dei giovani svizzeri in formazione, in occasione delle prossime trattative con l’UE e i suoi partner, impegnarsi in modo da poter riconquistare le partnership perse, togliere i contingenti per gli studenti svizzeri all’estero e ristabilire l’accesso all’infrastruttura di Erasmus+.
  • Alleggerire il lavoro amministrativo che devono sopportare le università svizzere nella soluzione provvisoria e indicare loro concretamente le possibilità e le garanzie per i loro partner durante la fase di transizione.
  • Sviluppare l’infrastruttura necessaria per garantire ai progetti delle scuole universitarie svizzere una trasparenza come in Erasmus+, affinché il livello di educazione e ricerca nei confronti delle altre nazioni migliori, al fine di evitare ulteriormente di ridurre la nostra qualità.
  • Introdurre con largo anticipo le trattative per un’associazione completa per il programma che seguirà Erasmus+ nel 2021, per garantire ai giovani studenti e alle scuole universitarie una certezza giuridica.

Bellinzona, 06 maggio 2017.

Per il Comitato di Generazione Giovani Ticino:

Il Segretario:
Stefano Rappi

Ritiro iniziativa Ticino 3.0 "Bar aperti fino alle 3.00"

Il Comitato di Generazione Giovani Ticino, a seguito dell'approvazione del controprogetto da parte del Gran Consiglio nella sua ultima seduta, informa di aver ritirato l'iniziativa popolare “Ticino 3.0, Bar aperti fino alle 03.00”.

Il 7 agosto 2015 il Comitato di Generazione Giovani Ticino ha depositato l'iniziativa legislativa elaborata "Ticino 3.0, Bar aperti fino alle 03.00" per raggiungere due scopi:

  1. quello di smuovere lo Stato a rivedere le disposizioni della LEAR (Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione), alfine di sostenere in questi tempi difficili i settori della ristorazione e del turismo, che sono importanti per favorire la vocazione turistica del nostro Cantone;
  2. introdurre a breve termine delle prime modifiche legislative (estensione degli orari di chiusura) per migliorare la situazione in Ticino, a favore di esercenti, degli avventori e dei turisti.

Grazie all'approvazione del controprogetto da parte del Gran Consiglio, che ringraziamo per la sua collaborazione nell'accondiscendere a questa soluzione "compromesso" che permetterà al Ticino di beneficiare già da questa estate delle prime misure per favorire il turismo, come pure visti i positivi indirizzi del Consiglio di Stato e le numerosissime adesioni da parte dei cittadini e dei giovani al controprogetto, il Comitato di Generazione Giovani Ticino, coerente con quanto dichiarato nel suo precedente comunicato, mantiene la parola e ritira l'iniziativa legislativa, in modo da facilitare l'iter procedurale e quindi permettere l'entrata in vigore delle nuove disposizioni di Legge a breve, ovvero decorsi i termini di referendum.

Il Comitato auspica che queste prime misure siano soltanto la base di partenza ed invita le Autorità e le forze politiche a riprendere le discussioni sulla LEAR ed attivare nel più breve tempo possibile un suo aggiornamento totale, in modo da adeguare le disposizioni in una visione più liberale, alfine di favorire un settore che sottostà alle regole del mercato privato, che mutano velocemente e richiedono da parte degli esercenti efficaci capacità di adattamento, per rimanere concorrenziali ed attrattivi sul piano nazionale ed internazione.

Infine è nostro desiderio ringraziare la relatrice del rapporto di maggioranza, Amanda Rückert, i movimenti giovanili ed i firmatari dell'iniziativa, per averci aiutato ad introdurre questi positivi cambiamenti in Ticino.

Bellinzona, 18 aprile 2017.

Per il Comitato Generazione Giovani Ticino:

Il Presidente:

Ivan Monaco

Incontro di formazione 18 marzo 2017 - tema il Consiglio comunale

Generazione Giovani Ticino in collaborazione con Generazione Giovani Luganese ha organizzato il primo incontro di formazione dell'anno 2017, avente lo scopo di preparare le giovani leve ai prossimi appuntamenti elettorali, ma soprattutto migliorare le conoscenze della civica e delle nostre istituzioni.

Il Gruppo del Comitato si è occupato di sviluppare varie tematiche di civica e politiche per migliorare la formazione dei giovani che desiderano interessarsi al funzionamento del mondo politico.

Durante il workshop di Sabato 18 marzo 2017 a Sementina è stato approfondito il tema inerente il funzionamento del Comune, partendo dall'organo legislativo: il Consiglio comunale.

Generazione Giovani Ticino ha aperto l'invito a tutte le ragazze ed i ragazzi interessati, indipendentemente dal loro orientamento politico, o che vogliono affacciarsi per la prima volta a questo tema.

Per il Gruppo formazione e studio:

Marika Beretta

Documenti:
Presentazione sul Comune ed il Consiglio comunale (pdf)
Glossario sul Comune e gli strumenti del Consigliere comunale (pdf)

Iniziativa Ticino 3.0 "Bar aperti fino alle 3.00" - primo successo e grande soddisfazione per GGTicino

Iniziativa Ticino 3.0 “Bar aperti fino alle 03.00” – verso un’apertura prolungata dei bar : primo successo e grande soddisfazione per Generazione Giovani!

Il Comitato di Generazione Giovani Ticino prende con piacere atto che l’iniziativa Ticino 3.0, la quale è stata attivamente sostenuta anche dal Comitato d’iniziativa formato dalle altre forze politiche giovanili, abbia attivato il Consiglio di Stato nel rivedere tutti gli aspetti della Legge sugli esercizi pubblici ed alberghieri, i quali sono strettamente connessi con la promozione del turismo locale, il miglioramento dei servizi per i clienti e lo snellimento di procedure burocratiche non più al passo con i tempi.

Le riflessioni del Consiglio di Stato apparse sui media di prolungare l’apertura degli esercizi pubblici fino alle 02.00 il Venerdì, il Sabato ed i giorni prefestivi, che si situa tra la situazione attuale e l’iniziativa, è vista con interesse dal Comitato che auspicava questi passi per rendere il Canton Ticino più attrattivo e competitivo sul piano nazionale, ma anche internazionale, se confrontanti con l’Italia.

Generazione Giovani attenderà ora l’evolversi della discussione politica e dei futuri messaggi governativi del Consiglio di Stato, come pure dell’incontro presso la Commissione della Legislazione del Gran Consiglio prevista nelle prossime settimane.

Non appena approfondita la situazione, il Comitato si esprimerà sul seguito dell’iniziativa Ticino 3.0.

Bellinzona, 11 gennaio 2017

Per il Comitato Generazione Giovani Ticino:

Il Presidente:

Ivan Monaco