Un weekend fuori cantone per GG Ticino

Generazione Giovani Ticino ha presenziato all’Assemblea dei delegati dei Giovani PPD svizzeri: iniziativa "No-Billag" ed elezione del nuovo comitato come punti all’ordine del giorno.   

I Giovani PPD svizzeri si sono riuniti sabato 14 ottobre a Berna per l’ordinaria assemblea dei delegati dove ha presenziato Generazione Giovani Ticino con una quindicina di rappresentanti.

Tra i vari punti all’ordine del giorno, si è discusso dell’iniziativa "No-Billag", tema in votazione federale il prossimo 4 marzo. L’assemblea dei delegati si è espressa a larga maggioranza contraria all’iniziativa per i seguenti motivi:

  • NO all’abolizione pura e semplice del servizio pubblico radio televisivo;
  • NO a un attacco contro i media indipendenti e contro la democrazia diretta;
  • NO alla soppressione delle trasmissioni destinate alle minoranze e alla solidarietà tra regioni linguistiche;
  • SÌ a un canone più basso piuttosto che a degli abbonamenti cari per le reti televisive.

Per gli stessi motivi, il Comitato di Generazione Giovani Ticino invita a respingere questa dannosa iniziativa che causerebbe una trasformazione radicale dell’offerta mediatica attuale e metterebbe a rischio il giornalismo di qualità, come pure i posti di lavoro e la ridistribuzione d’importanti risorse finanziarie in Ticino.

All’ordine del giorno dell’assemblea vi era pure il cambiamento dei vertici per i Giovani PPD svizzeri. Dal 2015 Alissa Bizzozero ha rappresentato Generazione Giovani Ticino in seno al comitato svizzero. All’assemblea, Alissa ha passato il testimone a Stefano Rappi, al quale il comitato di GG Ticino rivolge un grazie per la disponibilità dimostrata e augura buon lavoro. Inoltre, Generazione Giovani Ticino desidera ringraziare in particolar modo Alissa per l’impegno profuso in seno al comitato dei Giovani PPD svizzeri e le augura tante soddisfazioni per il futuro.

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Presa di posizione ai temi in votazione del 24.09.2017

TEMI FEDERALI:

A. Decreto federale del 14.03.2017 sulla sicurezza alimentare

Il Comitato sostiene il Decreto federale sulla sicurezza alimentare.

B. Decreto federale del 17.03.2017 sul finanziamento supplementare dell'AVS mediante l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto

Breve introduzione:

Attualmente i conti dell'AVS presentano maggiori uscite rispetto alle entrate, l'obbiettivo è pertanto quello di riversare 0.6 punti percentuali d'IVA a favore dei conti dell'AVS.

Dal 2018 l'IVA rimarrà immutata all'8%, poiché alla fine del corrente anno verrà a cadere il finanziamento aggiuntivo all'AI. Dal 2021 l'IVA aumenterà al 8.3%.

Posizione del Comitato:

Il Comitato ritiene necessario procedere con questo finanziamento supplementare, tuttavia si dice preoccupato dell'assenza di vere riforme da parte del Governo federale. Si considera opportuno, alfine di evitare questi continui "cerotti", che venga elaborata una vera riforma dell'AVS, che sia naturalmente coordinata con le altre assicurazioni del primo pilastro, in modo da garantire le rendite ai nostri anziani, l'autofinanziamento dell'assicurazione AVS, come pure un maggior sostegno alle famiglie che desiderano avere bambini, poiché quest'ultimi saranno la "materia prima", ovvero i futuri contribuenti di questo sistema previdenziale.

Questa proposta di finanziamento dell'AVS è settoriale ed interessa solo il campo dell'imposta sul valore aggiunto, inoltre se raffrontata alla vita quotidiana non pretende un grande sacrificio del popolo. Siccome la misura garantirà il finanziamento delle maggiori uscite dell'AVS, il Comitato invita a sostenere l'aumento dell'IVA come misura straordinaria a favore di questa assicurazione sociale.

 

C. Legge federale del 17.03.2017 sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020.

Breve spiegazione:

La riforma ha lo scopo di stabilizzare il finanziamento dell'AVS (1° pilastro), come pure il mantenimento delle prestazioni versate dalla previdenza professionale LPP (2° pilastro). Per raggiungere questi obbiettivi è prevista l'adozione di diverse modifiche legislative presentate con una riforma al popolo, dove riassumiamo le principali modifiche:

AVS:

  • età di pensionamento delle donne a 65 anni, invece degli attuali 64;
  • maggiore flessibilità di pensionamento (tra i 62 ed i 70 anni);
  • introduzione del supplemento di CHF 70.00 ed aumento del limite di plafonamento delle rendite dei coniugi dal 150% al 155%.

LPP:

  • diminuzione dell'aliquota di convenzione dal 6.8% al 6.0%;
  • il salario assicurato e gli accrediti di vecchiaia verranno aumentati.

 

Posizione del Comitato:

Le modifiche previste al primo pilastro sono direttamente connesse alla riforma del secondo pilastro, come pure alla necessità di stabilizzare il finanziamento dell'AVS per raggiungere il pareggio dei conti anche con il finanziamento supplementare di 0.6 punti percentuali dell'IVA.

Per contro constatiamo che la riforma al secondo pilastro prevede essenzialmente di mantenere invariate le rendite con una diminuzione del tasso di conversione, compensato con l'aumento delle entrate, ovvero degli accrediti di vecchiaia.

L'aumento dei soggetti sottoposti alla LPP con la diminuzione della deduzione di coordinamento, attualmente di CHF 24'675.00, come pure l'aumento degli accrediti di vecchiaia, segnatamente dagli anni 35-44 e 45-54 dove il prelievo sale di un punto percentuale, portano in sostanza ad incrementare le entrate e mantenere invariate le uscite.

Nonostante venga abbassato il tasso di conversione, grazie ai maggiori accrediti la rendita attualmente prevista nel certificato di previdenza del lavoratore viene garantita anche dopo la riforma. Questa maggiore entrata sarà prelevata dai salariati e dai rispettivi datori di lavoro con conseguente diminuzione del potere di acquisto per i salariati, i quali si vedranno diminuire lo stipendio netto a favore della previdenza.

Con l'attuale regolamentazione il Fondo AVS andrà in deficit già dal 2030, per contro con la riforma, questo problema sarà procrastinato al 2040. Il Comitato dopo aver analizzato i documenti e le tabelle in materia (fonte UFAS) constata che il problema del risanamento del primo e del secondo pilastro viene semplicemente spostato di 10 anni, quindi la riforma non permette la risoluzione definitiva del problema.

Il Comitato è del parere che l'Autorità federale debba presentare una vera riforma, che comporterà naturalmente dei sacrifici per il popolo, ma che tuttavia dovrà raggiungere lo scopo di garantire le attuali rendite e prestazioni, ma soprattutto risolvere il problema del finanziamento con misure definitive, trasparenti e possibilmente neutre (ovvero senza la creazione di nuove tasse od imposte, ma con la semplice ridistribuzione dei flussi finanziari dello Stato, come pure tramite un maggior sacrificio delle Casse pensioni per quanto attiene il tasso d'interesse minimo sull'avere di vecchiaia (ad esempio con l'introduzione di un tasso complementare basato sui profitti derivanti dalla gestione dei patrimoni).

Il Comitato, alla luce di quanto sopra, invita a sostenere la riforma della previdenza 2020 ed auspica che le prossime future riforme siano durature e complete, in modo da poter garantire ai giovani una struttura dei pilastri previdenziali solida che permetta quindi organizzarsi secondo le proprie necessità.

 

TEMI CANTONALI:

D. Modifica del 21.06.2017 della Costituzione cantonale del 14.12.1997

(nuovo articolo 15 cpv. 3).

Il nuovo articolo costituzionale intende iscrivere il principio di solidarietà del Cantone e dei Comuni per il versamento di un contributo affinché alla popolazione sia garantita la giusta dotazione di servizi pubblici, in particolare in materia di strutture scolastiche e di prestazioni sociosanitarie.

Attualmente esistono delle divisioni di competenze o delle partecipazioni dei Comuni in questi campi, quindi si vede già in parte applicato questo nuovo articolo costituzionale. Considerato tuttavia che questa norma andrà sicuramente a ridefinire le responsabilità ed i flussi all'interno del progetto "Ticino 2020" e che le misure di solidarietà per questi servizi pubblici andranno a beneficio della qualità e delle prestazioni fornite alla popolazione ticinese, il Comitato invita a sostenere la modifica costituzionale.

 

E. Modifica 29.05.2017 degli articoli 23a e 98 della Legge della scuola del 01.02.1990.

La modifica di questi articoli prevede la creazione di una nuova materia, quella della civica, che sarà scorporata da storia. Questo comporta conseguentemente un maggior onere di esami ed una nota in più sulla pagella per l'allievo che affronta un programma scolastico complesso e ben carico, come pure introdurrà sicuramente un insegnamento con un sistema puramente nozionistico, poiché necessario per l'attribuzione di note scolastiche secondo criteri di valutazione obbiettivi.

Il Comitato è convinto che la civica non dev'essere solo studiata, bensì vissuta, poiché essa riguarda il nostro sistema politico con il quale siamo confrontati ogni giorno con le nostre azioni. La creazione di una materia di civica, a nostro giudizio, trasmette il messaggio secondo cui le famiglie non sono più in grado oppure interessate di fornire questi insegnamenti (di vita) ai loro figli.

I docenti già prevedono oggi nei loro programmi educativi l'insegnamento della civica, che viene spesso inserito in un contesto storico ed interdisciplinare, bisogna quindi dare fiducia agli "addetti ai lavori" , all'attuale sistema scolastico, ma soprattutto alle famiglie.

In ogni caso si consiglia alle Autorità preposte di approntare i necessari controlli, affinché la civica sia correttamente inserita e promossa nell'insegnamento scolastico attuale, che già la prevede.

Per questi motivi il Comitato invita a non sostenere le modifiche della Legge della Scuola.

Bellinzona, 10 settembre 2017

 

Per il Comitato Generazione Giovani Ticino:

Il Presidente:

Ivan Monaco

 

Giosué Tirotta eletto primo cittadino di Bedano!

Lunedì 22 maggio, il Consiglio comunale di Bedano ha nominato il suo Presidente. Giosuè Tirotta è il nuovo primo cittadino, classe 1987, Consigliere comunale PPD-GG e membro di Comitato di Generazione Giovani Luganese.

La Presidente del Comitato di Generazione Giovani Luganese Marika Beretta esprime i suoi complimenti al giovane popolare democratico ed è orgogliosa che ricopra tale importante carica. Uno stimolo per tutti i giovani che fanno politica attivamente ad impegnarsi per la propria comunità. Il Comitato di Generazione Giovani Luganese formula al neo Presidente i migliori auguri di buon lavoro per un anno ricco di soddisfazioni.

Marika Beretta

Votazioni 21 maggio 2017: un chiaro sì alla Strategia Energetica 2050

Votazioni 21 maggio 2017: un chiaro sì alla Strategia Energetica 2050
Nell’ultima seduta, il Comitato di Generazione Giovani Ticino ha discusso e preso posizione in merito ai temi in votazione domenica 21 maggio 2017. I temi, ricordiamo, sono la Strategia Energetica 2050 a livello federale e l’istituzione della tassa sul sacco a livello cantonale. Per quanto riguarda la Strategia Energetica 2050, la decisione è stata unanime: Generazione Giovani sostiene la nuova Legge sull’energia.

Vi è stata invece una netta divisione durante la discussione sulla tassa sul sacco cantonale. Dopo un lungo e approfondito scambio di idee e opinioni, visti i numerosi pareri, il Comitato ha deciso di lasciare libertà di voto per quanto riguarda questo oggetto. Le argomentazioni principali sono state da una parte il rispetto dell’autonomia comunale, fissata dalla Costituzione e intaccata da questa modifica normativa, dall’altra la volontà di ridurre i consumi, favorendo un consumo di risorse più attento, e di omogeneizzare la procedura di smaltimento dei rifiuti a livello cantonale.


Bellinzona, 06 maggio 2017.


Per il Comitato Generazione Giovani Ticino:

Il Vice-Segretario:

Romolo Pawlowski

I giovani PPD svizzeri chiedono l’accesso a Erasmus+ per tutti gli studenti svizzeri

I giovani PPD svizzeri, con il sostegno di Generazione Giovani Ticino, si dimostrano preoccupati riguardo all’annuncio del Consiglio federale sul programma Erasmus+, il programma UE per la formazione professionale e generale, giovani e sport. Il Governo, infatti, dopo aver rassicurato la popolazione sulla partecipazione, si è rifiutato di riassociarsi ad Erasmus+, preferendo una soluzione provvisoria per i prossimi tre anni. Questa decisione, sempre su dichiarazione del Consiglio federale, è stata presa principalmente per motivi finanziari.

I giovani PPD svizzeri criticano la decisione del Consiglio federale, che è una netta inversione di marcia nei confronti delle dichiarazioni fatte in precedenza e mette in difficolta giuridiche le università, le scuole universitarie professionali e, non da ultimi, gli studenti. I giovani PPD svizzeri sono delusi per il fatto che il Consiglio federale ponga gli interessi finanziari prima dell’istruzione dei giovani svizzeri. In questo modo, il Consiglio federale non infrange solo le promesse nei confronti degli studenti, ma rifiuta anche il mandato di riassociazione, assegnato dal parlamento nel 2014, dopo l’esclusione della Svizzera dal programma Erasmus.

La soluzione temporanea non è soddisfacente per i diretti interessati. Con essa, infatti, i giovani aderenti al programma potrebbero vedersi togliere ogni anno i finanziamenti necessari, impedendo qualsiasi tipo di pianificazione. La domanda di partecipazione a scambi universitari e professionali per studenti è salita drasticamente negli scorsi anni. Le università partner sono però diminuite parecchio, in quanto non hanno più la certezza che gli scambi dei loro studenti outgoing (ossia che vengono in Svizzera) verranno coperti, sempre a causa dello status in cui si ritrova la Svizzera riguardo a Erasmus+. Allo stesso tempo molte università partner hanno ridotto drasticamente i posti disponibili per studenti svizzeri.

La soluzione provvisoria prevista dal Consiglio federale comporta un enorme lavoro per gli istituti di formazione svizzeri, che dovranno concludere un accordo bilaterale di partnership con ogni singola istituzione estera. Inoltre, questi accordi sono parecchio difficili da siglare, poiché, oltre alla difficoltà di prevederne la durata, ci sono molte incognite, riguardanti i finanziamenti, la validità e la sicurezza giuridica. Occorre anche aggiungere che, a causa della comunicazione del Governo dell’autunno 2016, in cui si ribadiva la volontà di aderire
a Erasmus+, gli istituti di formazione svizzeri si sono basati su una riassociazione completa a partire dal 2018. Ora, invece, si ritrovano nell’ardua situazione di dover prolungare di 3 anni nuovamente gli accordi stipulati.

Tuttavia, la problematica riguardo all’incertezza giuridica va avanti. Anche per gli anni 2020 e 2021 il Consiglio federale non può garantire una soluzione. Una completa associazione al programma successivo ad Erasmus, a partire dal 2021, sta infatti solamente venendo valutata. In questo modo, per gli interessati, rimane l’incertezza di cosa accadrà in futuro. Un’esclusione dal programma Erasmus+ danneggerebbe in maniera importante l’immagine e la qualità delle università svizzere nel medio-lungo termine. Con la mancata partecipazione da parte della Confederazione, dal 2014 al 2020, un’intera generazione di giovani svizzeri e svizzere rimarranno esclusi da tutti i vantaggi del programma d’istruzione europeo. La mancata associazione, non peggiora solo la posizione del sistema educativo elvetico in Europa, bensì anche a livello globale, in quanto la Confederazione ha perso l’accesso a "Capacity Building", una piattaforma internazionale per programmi partner. La soluzione transitoria del Consiglio federale non compensa in alcun modo questa grande perdita.

Come già detto, con l’esclusione della Svizzera dal programma Erasmus, le scuole superiori svizzere hanno diminuito parecchio la loro attrattività come destinazioni possibili per gli studenti, al punto di non venire nemmeno più elencate sulle liste del programma d’istruzione europeo. Per questo motivo i contributi finanziari, come quelli tematici, delle nostre scuole non vengono più rappresentati all’interno dell’infrastruttura di Erasmus+, ciò porta al già citato problema che questi contributi devono essere rivalutati, ritrattati in tutte le fasi della soluzione transitoria da parte di tutte le scuole con i rispettivi partner.

Per gli studenti sorge una grossa incertezza a ogni scambio, soprattutto riguardo alle possibilità e alle condizioni di frequenza dell’università partner. L’unico punto fermo è il fatto che le possibilità vengono continuamente limitate in confronto alle altre nazioni. Gli uffici di mobilitazione presso le scuole universitarie si vedono quindi attribuire una doppia responsabilità in quanto devono pensare sia ai nostri studenti outgoing, sia agli studenti stranieri ingoing. Oltretutto, gli Stati europei non sono disposti a pagare i contributi Erasmus+ per studenti che vogliono venire in Svizzera, siccome la Confederazione non è più membro del programma Erasmus+.

Va ricordato che Erasmus+ è molto di più di un mero programma di scambi per studenti delle scuole superiori. Erasmus+ è una piattaforma per programmi scolastici ed extrascolastici, volti a lanciare progetti internazionali per adolescenti, apprendisti, scolari, studenti, ricercatori, professori e organizzazioni giovanili. Erasmus+ copre pure l’istruzione professionale e quella per adulti, così come le scuole dell’obbligo e le scuole medie superiori. La versione transitoria del Governo non tiene conto in alcun modo questi ultimi aspetti.

Oltre alle scuole universitarie e superiori, sono colpite in modo particolare da questa misura del Consiglio federale anche le organizzazioni giovanili, che, per esempio, durante l’esclusione da Erasmus durante il 2014 persero l’accesso al programma dei parlamenti giovanili europeo “Jugend in Aktion”. In questo senso, la soluzione temporanea non permette alle organizzazioni extrascolastiche alcun tipo di compensazione, mettendo in difficoltà, sia finanziarie, sia di altro genere, i volontari svizzeri. Senza la partecipazione a “Jugend in Aktion”, le organizzazioni giovanili svizzere perdono l’accesso alle reti di Erasmus+ per lavori giovanili a livello europeo e a qualsiasi tipo di considerazione dall’estero in vista di collaborazioni.

Non è una rarità che tra i membri di Erasmus+ ci siano Stati non membri dell’Unione europea, ma con la soluzione del Consiglio federale, la Svizzera si ritroverebbe dietro a Lichtenstein, Norvegia, Islanda, Macedonia e pure Turchia. Bisogna anche considerare che la mancata partecipazione al sistema non permette alle nostre scuole alcun seggio negli organi di Erasmus, senza dunque avere alcun influsso sulla struttura del programma.

La mobilità internazionale contribuisce in maniera molto importante all’istruzione dei giovani svizzeri e svizzere. Permette loro di migliorare competenze sia professionali, sia linguistiche, magari difficili da acquisire in Svizzera. Inoltre, aumenta l’indipendenza dei nostri giovani, così come le loro competenze sociali ed interculturali, grazie alle quali gli studenti sono agevolati al momento di entrare nel mondo del lavoro. Senza l’adesione completa ad Erasmus+ gli studenti svizzeri non avranno l’opportunità di elaborare e sviluppare le competenze sopracitate.

La soluzione provvisoria porta solo all’incertezza, sia per gli studenti, sia per le scuole universitarie svizzere, e a futili costi amministrativi. Per propria comodità, il Consiglio federale sposta con questa decisione il problema alle scuole universitarie, abbandonando loro e gli studenti. Inoltre, il messaggio del governo del 27 aprile 2017, con alcune proposte di miglioramento, non porta benefici rilevanti e non considera i bisogni dei diretti interessati.
Per i giovani PPD svizzeri, sostenuti da Generazione Giovani Ticino, è quindi chiaro che le attuali incertezze non devono andare a scapito delle possibilità dei giovani svizzeri e svizzere. Quindi i giovani PPD svizzeri chiedono al Consiglio federale di:

  • Riprendere le trattative con la Commissione europea, per una riassociazione della Svizzera al programma europeo d’istruzione generale e professionale, giovani e sport (Erasmus+).
  • Migliorare la soluzione in tempi il più breve possibili, così da garantire la certezza dei finanziamenti per gli scambi di giovani studenti svizzeri.
  • Garantire le condizioni che permettano alle scuole universitarie svizzere di non perdere ulteriori partner e di non limitare le esperienze all’estero per gli studenti.
  • Compensare in modo adeguato la mancanza di accesso alle infrastrutture di Erasmus+ per gli studenti e garantire le stesse possibilità per gli studenti svizzeri nello spazio educativo europeo.
  • Dare priorità ai bisogni dei giovani svizzeri in formazione, in occasione delle prossime trattative con l’UE e i suoi partner, impegnarsi in modo da poter riconquistare le partnership perse, togliere i contingenti per gli studenti svizzeri all’estero e ristabilire l’accesso all’infrastruttura di Erasmus+.
  • Alleggerire il lavoro amministrativo che devono sopportare le università svizzere nella soluzione provvisoria e indicare loro concretamente le possibilità e le garanzie per i loro partner durante la fase di transizione.
  • Sviluppare l’infrastruttura necessaria per garantire ai progetti delle scuole universitarie svizzere una trasparenza come in Erasmus+, affinché il livello di educazione e ricerca nei confronti delle altre nazioni migliori, al fine di evitare ulteriormente di ridurre la nostra qualità.
  • Introdurre con largo anticipo le trattative per un’associazione completa per il programma che seguirà Erasmus+ nel 2021, per garantire ai giovani studenti e alle scuole universitarie una certezza giuridica.

Bellinzona, 06 maggio 2017.

Per il Comitato di Generazione Giovani Ticino:

Il Segretario:
Stefano Rappi

Ritiro iniziativa Ticino 3.0 "Bar aperti fino alle 3.00"

Il Comitato di Generazione Giovani Ticino, a seguito dell'approvazione del controprogetto da parte del Gran Consiglio nella sua ultima seduta, informa di aver ritirato l'iniziativa popolare “Ticino 3.0, Bar aperti fino alle 03.00”.

Il 7 agosto 2015 il Comitato di Generazione Giovani Ticino ha depositato l'iniziativa legislativa elaborata "Ticino 3.0, Bar aperti fino alle 03.00" per raggiungere due scopi:

  1. quello di smuovere lo Stato a rivedere le disposizioni della LEAR (Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione), alfine di sostenere in questi tempi difficili i settori della ristorazione e del turismo, che sono importanti per favorire la vocazione turistica del nostro Cantone;
  2. introdurre a breve termine delle prime modifiche legislative (estensione degli orari di chiusura) per migliorare la situazione in Ticino, a favore di esercenti, degli avventori e dei turisti.

Grazie all'approvazione del controprogetto da parte del Gran Consiglio, che ringraziamo per la sua collaborazione nell'accondiscendere a questa soluzione "compromesso" che permetterà al Ticino di beneficiare già da questa estate delle prime misure per favorire il turismo, come pure visti i positivi indirizzi del Consiglio di Stato e le numerosissime adesioni da parte dei cittadini e dei giovani al controprogetto, il Comitato di Generazione Giovani Ticino, coerente con quanto dichiarato nel suo precedente comunicato, mantiene la parola e ritira l'iniziativa legislativa, in modo da facilitare l'iter procedurale e quindi permettere l'entrata in vigore delle nuove disposizioni di Legge a breve, ovvero decorsi i termini di referendum.

Il Comitato auspica che queste prime misure siano soltanto la base di partenza ed invita le Autorità e le forze politiche a riprendere le discussioni sulla LEAR ed attivare nel più breve tempo possibile un suo aggiornamento totale, in modo da adeguare le disposizioni in una visione più liberale, alfine di favorire un settore che sottostà alle regole del mercato privato, che mutano velocemente e richiedono da parte degli esercenti efficaci capacità di adattamento, per rimanere concorrenziali ed attrattivi sul piano nazionale ed internazione.

Infine è nostro desiderio ringraziare la relatrice del rapporto di maggioranza, Amanda Rückert, i movimenti giovanili ed i firmatari dell'iniziativa, per averci aiutato ad introdurre questi positivi cambiamenti in Ticino.

Bellinzona, 18 aprile 2017.

Per il Comitato Generazione Giovani Ticino:

Il Presidente:

Ivan Monaco

Incontro di formazione 18 marzo 2017 - tema il Consiglio comunale

Generazione Giovani Ticino in collaborazione con Generazione Giovani Luganese ha organizzato il primo incontro di formazione dell'anno 2017, avente lo scopo di preparare le giovani leve ai prossimi appuntamenti elettorali, ma soprattutto migliorare le conoscenze della civica e delle nostre istituzioni.

Il Gruppo del Comitato si è occupato di sviluppare varie tematiche di civica e politiche per migliorare la formazione dei giovani che desiderano interessarsi al funzionamento del mondo politico.

Durante il workshop di Sabato 18 marzo 2017 a Sementina è stato approfondito il tema inerente il funzionamento del Comune, partendo dall'organo legislativo: il Consiglio comunale.

Generazione Giovani Ticino ha aperto l'invito a tutte le ragazze ed i ragazzi interessati, indipendentemente dal loro orientamento politico, o che vogliono affacciarsi per la prima volta a questo tema.

Per il Gruppo formazione e studio:

Marika Beretta

Documenti:
Presentazione sul Comune ed il Consiglio comunale (pdf)
Glossario sul Comune e gli strumenti del Consigliere comunale (pdf)