FFS " viaggio in treno viaggio sereno" è forse tutto vero?

La situazione a bordo dei treni è diventata insostenibile; ne sanno qualcosa gli studenti ed in particolar modo quelli che rientrano in Ticino il fine settimana. Sebbene la questione sia nota da tempo e già abbia fatto scorrere fiumi di inchiostro pare che né la politica e né le FFS siano seriamente interessate a risolvere il problema.

Corse costantemente in ritardo, vagoni sovraffollati, spazio insufficiente per bagagli e biciclette, passeggeri costretti a scendere dal treno per motivi di sicurezza (con evidente imbarazzo dei controllori), sono solamente alcuni degli scenari che si verificano con regolarità a bordo dei convogli ferroviari. Altro che “viaggio in treno viaggio sereno”.

Per rendersene conto basta un click la domenica sera sulla pagina facebook delle FFS, letteralmente sommersa da foto e video condivisi da utenti costretti ad un vero e proprio calvario. Come pensare che le scuse standardizzate messe in rete dalle FFS possano anche solo mitigare scontento e rabbia degli utenti?

Buona parte degli studenti ha sottoscritto un abbonamento “Binario 7” che permette di viaggiare liberamente su tutto il territorio svizzero dopo le 19.00. Con l’entrata in funzione di AlpTransit, le speranze (disilluse) di molti si erano riaccese, invano. La situazione per molti versi è addirittura peggiorata specie per gli utenti della Regione Tre Valli che vedono annichiliti i vantaggi della linea veloce da maggiori costi e dalla obbligata trasferta a Bellinzona dove li attende un treno proveniente da Milano già stracolmo. Anche ai numerosi turisti asiatici che utilizzano le nostre linee nazionali non resta altra possibilità se non quella di scuotere desolatamente il capo, increduli. La Svizzera fa del turismo uno dei propri capisaldi: siamo sicuri che situazioni come quelle denunciate veicolino un’immagine positiva del nostro Paese?

Per ovviare al problema proponiamo l’introduzione di un abbonamento che estenda la fascia oraria di utilizzazione gratuita dei mezzi pubblici agli studenti, al fine di diluire il carico dei passeggeri e di conseguenza diminuire la pressione sulle corse serali. Quanto costerebbe inoltre alle FFS togliere dei vagoni di prima classe (il più delle volte semivuoti) per sostituirli con altri di seconda nelle fasce orarie “più calde”?

Per stare al passo con i tempi le FFS dovrebbero inoltre valutare l’adozione del moderno sistema del “pay as you go” già diffuso in diverse città europee (ma anche in alcune regioni della Svizzera occidentale), che consente all’utente dei mezzi pubblici di pagare in funzione dell’intensità del loro utilizzo. Una tessera (che potrebbe essere il nostro attuale SwissPass) consentirebbe di effettuare alla partenza le operazioni di check-in e all’arrivo quelle di check-out. Alla fine dell’anno verrebbe poi calcolata la tariffa più conveniente, tenendo conto dei vari tipi di abbonamento disponibili e dando per di più la possibilità al cliente di pagare dopo l’eventuale utilizzo.

In conclusione auspichiamo che le FFS intervengano a breve per risolvere questi
problemi, anziché continuare a fare orecchie da mercante, lasciando che la memoria della
buona reputazione di un tempo sopravviva soltanto nei ricordi di chi il treno non lo prende
più.

 

Marco Baggi, Consigliere Comunale a Serravalle e membro GG Ticino
Ivan Monaco, Consigliere comunale a Mezzovico-Vira e Presidente GG Ticino
Stefano Rappi, Rappresentante ticinese e membro di Comitato JCVP Schweiz
Tino Schneider, Gran Consigliere (GR) e Presidente JCVP Schweiz

 

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