Comunicato stampa Assemblea ordinaria GG Ticino

Sabato 18 novembre si è svolta ad Agno l’annuale Assemblea di Generazione Giovani Ticino, sezione giovanile del Partito Popolare Democratico ticinese. L’Assemblea si è svolta alla presenza di simpatizzanti, membri di Comitato, il Gran Consigliere nonché Vicepresidente PPD Ticino Giorgio Fonio e il Capogruppo PPD in Gran Consiglio Maurizio Agustoni. Come punto principale vi era il rinnovo delle cariche e l’elezione di nuovi membri in seno al Comitato, organo direttivo del movimento giovanile.

Durante il proprio intervento, il Presidente di GG Ivan Monaco ha elencato gli importanti traguardi raggiunti durante il 2017 e le numerose prese di posizione del movimento giovanile. Generazione Giovani, infatti, è riuscita nel suo intento di prolungare gli orari di apertura serali di bar e ristoranti (dalla 1:00 alle 2:00), estensione in vigore da giugno di quest’anno. Nel corso del proprio intervento, Agustoni e Fonio hanno ricordato che, per quanto riguarda il 2017, si tratta dell’unica iniziativa di un movimento giovanile che ha effettivamente dato i frutti sperati.

Inoltre, anche le prese di posizione in relazione ai temi politici in votazione sono state numerose, come la strategia energetica in primavera o la riforma dell’AVS in autunno. Il Presidente Ivan Monaco ha inoltre ribadito l’invito di GG Ticino a votare contro l’iniziativa contro il canone radiotelevisivo (“No-Billag”).

In seguito, sono pure intervenuti i Vicepresidenti, Caterina Calzascia e Umberto Gatti, ribadendo l’importante rilancio del movimento giovanile che è stato fatto nell’ultimo anno e complimentandosi per il lavoro svolto e per l’ottimo gruppo che si è andato a creare.
Il cassiere Tommaso Merlini ha poi presentato i conti, che figurano positivi, merito di una gestione accurata e di una raccolta fondi, tutt’ora in atto.

Per quanto riguarda le elezioni nel Comitato direttivo, sono stati riconfermati Ivan Monaco, Caterina Calzascia, Umberto Gatti, Romolo Pawlowski, Tommaso Merlini, Marika Beretta, Stefano Rappi e Riccardo Ferrari. Sono invece stati eletti in qualità di membri di Comitato Marco Baggi, Damiano Della Bruna, Enea Monticelli, Damiano Oleggini, Damiano Pasquali e Anna Tommasone. Nelle prossime settimane, il Comitato procederà con l’attribuzione delle cariche interne, secondo regolamento. Non si sono ripresentati Gianmaria Barenco, Camilla Battaglioni, Alissa Bizzozero e Francesco Doninelli.

Gli uscenti sono stati omaggiati con dei piccoli doni, per ringraziarli dell’ottimo lavoro svolto e dell’impegno sempre dimostrato, mentre ai nuovi entrati è stato augurato un buon lavoro in favore di GG Ticino. Generazione Giovani, infatti, grazie alle nuove leve e ai sempre motivati membri riconfermati, si batterà ancora con vigore per i propri temi politici, portati avanti con convinzione, serietà e innovazione. Nel suo intervento finale, il presidente del giorno René Grossi (Municipale di Gordola) ha ricordato l’importanza in politica di rimanere tenaci e non farsi scoraggiare dalle critiche, che ci saranno sempre, ma che non devono impedire di lavoro in maniera propositiva. I Gran Consiglieri Agustoni e Fonio, in conclusione, hanno aggiunto che la politica deve essere fatta da temi e proposte e da discussioni su essi.

 

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Ticinotoday
Tio

FFS " viaggio in treno viaggio sereno" è forse tutto vero?

La situazione a bordo dei treni è diventata insostenibile; ne sanno qualcosa gli studenti ed in particolar modo quelli che rientrano in Ticino il fine settimana. Sebbene la questione sia nota da tempo e già abbia fatto scorrere fiumi di inchiostro pare che né la politica e né le FFS siano seriamente interessate a risolvere il problema.

Corse costantemente in ritardo, vagoni sovraffollati, spazio insufficiente per bagagli e biciclette, passeggeri costretti a scendere dal treno per motivi di sicurezza (con evidente imbarazzo dei controllori), sono solamente alcuni degli scenari che si verificano con regolarità a bordo dei convogli ferroviari. Altro che “viaggio in treno viaggio sereno”.

Per rendersene conto basta un click la domenica sera sulla pagina facebook delle FFS, letteralmente sommersa da foto e video condivisi da utenti costretti ad un vero e proprio calvario. Come pensare che le scuse standardizzate messe in rete dalle FFS possano anche solo mitigare scontento e rabbia degli utenti?

Buona parte degli studenti ha sottoscritto un abbonamento “Binario 7” che permette di viaggiare liberamente su tutto il territorio svizzero dopo le 19.00. Con l’entrata in funzione di AlpTransit, le speranze (disilluse) di molti si erano riaccese, invano. La situazione per molti versi è addirittura peggiorata specie per gli utenti della Regione Tre Valli che vedono annichiliti i vantaggi della linea veloce da maggiori costi e dalla obbligata trasferta a Bellinzona dove li attende un treno proveniente da Milano già stracolmo. Anche ai numerosi turisti asiatici che utilizzano le nostre linee nazionali non resta altra possibilità se non quella di scuotere desolatamente il capo, increduli. La Svizzera fa del turismo uno dei propri capisaldi: siamo sicuri che situazioni come quelle denunciate veicolino un’immagine positiva del nostro Paese?

Per ovviare al problema proponiamo l’introduzione di un abbonamento che estenda la fascia oraria di utilizzazione gratuita dei mezzi pubblici agli studenti, al fine di diluire il carico dei passeggeri e di conseguenza diminuire la pressione sulle corse serali. Quanto costerebbe inoltre alle FFS togliere dei vagoni di prima classe (il più delle volte semivuoti) per sostituirli con altri di seconda nelle fasce orarie “più calde”?

Per stare al passo con i tempi le FFS dovrebbero inoltre valutare l’adozione del moderno sistema del “pay as you go” già diffuso in diverse città europee (ma anche in alcune regioni della Svizzera occidentale), che consente all’utente dei mezzi pubblici di pagare in funzione dell’intensità del loro utilizzo. Una tessera (che potrebbe essere il nostro attuale SwissPass) consentirebbe di effettuare alla partenza le operazioni di check-in e all’arrivo quelle di check-out. Alla fine dell’anno verrebbe poi calcolata la tariffa più conveniente, tenendo conto dei vari tipi di abbonamento disponibili e dando per di più la possibilità al cliente di pagare dopo l’eventuale utilizzo.

In conclusione auspichiamo che le FFS intervengano a breve per risolvere questi
problemi, anziché continuare a fare orecchie da mercante, lasciando che la memoria della
buona reputazione di un tempo sopravviva soltanto nei ricordi di chi il treno non lo prende
più.

 

Marco Baggi, Consigliere Comunale a Serravalle e membro GG Ticino
Ivan Monaco, Consigliere comunale a Mezzovico-Vira e Presidente GG Ticino
Stefano Rappi, Rappresentante ticinese e membro di Comitato JCVP Schweiz
Tino Schneider, Gran Consigliere (GR) e Presidente JCVP Schweiz

 

Pubblicazioni:

LaRegione
Ticinonews

Un weekend fuori cantone per GG Ticino

Generazione Giovani Ticino ha presenziato all’Assemblea dei delegati dei Giovani PPD svizzeri: iniziativa "No-Billag" ed elezione del nuovo comitato come punti all’ordine del giorno.   

I Giovani PPD svizzeri si sono riuniti sabato 14 ottobre a Berna per l’ordinaria assemblea dei delegati dove ha presenziato Generazione Giovani Ticino con una quindicina di rappresentanti.

Tra i vari punti all’ordine del giorno, si è discusso dell’iniziativa "No-Billag", tema in votazione federale il prossimo 4 marzo. L’assemblea dei delegati si è espressa a larga maggioranza contraria all’iniziativa per i seguenti motivi:

  • NO all’abolizione pura e semplice del servizio pubblico radio televisivo;
  • NO a un attacco contro i media indipendenti e contro la democrazia diretta;
  • NO alla soppressione delle trasmissioni destinate alle minoranze e alla solidarietà tra regioni linguistiche;
  • SÌ a un canone più basso piuttosto che a degli abbonamenti cari per le reti televisive.

Per gli stessi motivi, il Comitato di Generazione Giovani Ticino invita a respingere questa dannosa iniziativa che causerebbe una trasformazione radicale dell’offerta mediatica attuale e metterebbe a rischio il giornalismo di qualità, come pure i posti di lavoro e la ridistribuzione d’importanti risorse finanziarie in Ticino.

All’ordine del giorno dell’assemblea vi era pure il cambiamento dei vertici per i Giovani PPD svizzeri. Dal 2015 Alissa Bizzozero ha rappresentato Generazione Giovani Ticino in seno al comitato svizzero. All’assemblea, Alissa ha passato il testimone a Stefano Rappi, al quale il comitato di GG Ticino rivolge un grazie per la disponibilità dimostrata e augura buon lavoro. Inoltre, Generazione Giovani Ticino desidera ringraziare in particolar modo Alissa per l’impegno profuso in seno al comitato dei Giovani PPD svizzeri e le augura tante soddisfazioni per il futuro.

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I giovani PPD svizzeri chiedono l’accesso a Erasmus+ per tutti gli studenti svizzeri

I giovani PPD svizzeri, con il sostegno di Generazione Giovani Ticino, si dimostrano preoccupati riguardo all’annuncio del Consiglio federale sul programma Erasmus+, il programma UE per la formazione professionale e generale, giovani e sport. Il Governo, infatti, dopo aver rassicurato la popolazione sulla partecipazione, si è rifiutato di riassociarsi ad Erasmus+, preferendo una soluzione provvisoria per i prossimi tre anni. Questa decisione, sempre su dichiarazione del Consiglio federale, è stata presa principalmente per motivi finanziari.

I giovani PPD svizzeri criticano la decisione del Consiglio federale, che è una netta inversione di marcia nei confronti delle dichiarazioni fatte in precedenza e mette in difficolta giuridiche le università, le scuole universitarie professionali e, non da ultimi, gli studenti. I giovani PPD svizzeri sono delusi per il fatto che il Consiglio federale ponga gli interessi finanziari prima dell’istruzione dei giovani svizzeri. In questo modo, il Consiglio federale non infrange solo le promesse nei confronti degli studenti, ma rifiuta anche il mandato di riassociazione, assegnato dal parlamento nel 2014, dopo l’esclusione della Svizzera dal programma Erasmus.

La soluzione temporanea non è soddisfacente per i diretti interessati. Con essa, infatti, i giovani aderenti al programma potrebbero vedersi togliere ogni anno i finanziamenti necessari, impedendo qualsiasi tipo di pianificazione. La domanda di partecipazione a scambi universitari e professionali per studenti è salita drasticamente negli scorsi anni. Le università partner sono però diminuite parecchio, in quanto non hanno più la certezza che gli scambi dei loro studenti outgoing (ossia che vengono in Svizzera) verranno coperti, sempre a causa dello status in cui si ritrova la Svizzera riguardo a Erasmus+. Allo stesso tempo molte università partner hanno ridotto drasticamente i posti disponibili per studenti svizzeri.

La soluzione provvisoria prevista dal Consiglio federale comporta un enorme lavoro per gli istituti di formazione svizzeri, che dovranno concludere un accordo bilaterale di partnership con ogni singola istituzione estera. Inoltre, questi accordi sono parecchio difficili da siglare, poiché, oltre alla difficoltà di prevederne la durata, ci sono molte incognite, riguardanti i finanziamenti, la validità e la sicurezza giuridica. Occorre anche aggiungere che, a causa della comunicazione del Governo dell’autunno 2016, in cui si ribadiva la volontà di aderire
a Erasmus+, gli istituti di formazione svizzeri si sono basati su una riassociazione completa a partire dal 2018. Ora, invece, si ritrovano nell’ardua situazione di dover prolungare di 3 anni nuovamente gli accordi stipulati.

Tuttavia, la problematica riguardo all’incertezza giuridica va avanti. Anche per gli anni 2020 e 2021 il Consiglio federale non può garantire una soluzione. Una completa associazione al programma successivo ad Erasmus, a partire dal 2021, sta infatti solamente venendo valutata. In questo modo, per gli interessati, rimane l’incertezza di cosa accadrà in futuro. Un’esclusione dal programma Erasmus+ danneggerebbe in maniera importante l’immagine e la qualità delle università svizzere nel medio-lungo termine. Con la mancata partecipazione da parte della Confederazione, dal 2014 al 2020, un’intera generazione di giovani svizzeri e svizzere rimarranno esclusi da tutti i vantaggi del programma d’istruzione europeo. La mancata associazione, non peggiora solo la posizione del sistema educativo elvetico in Europa, bensì anche a livello globale, in quanto la Confederazione ha perso l’accesso a "Capacity Building", una piattaforma internazionale per programmi partner. La soluzione transitoria del Consiglio federale non compensa in alcun modo questa grande perdita.

Come già detto, con l’esclusione della Svizzera dal programma Erasmus, le scuole superiori svizzere hanno diminuito parecchio la loro attrattività come destinazioni possibili per gli studenti, al punto di non venire nemmeno più elencate sulle liste del programma d’istruzione europeo. Per questo motivo i contributi finanziari, come quelli tematici, delle nostre scuole non vengono più rappresentati all’interno dell’infrastruttura di Erasmus+, ciò porta al già citato problema che questi contributi devono essere rivalutati, ritrattati in tutte le fasi della soluzione transitoria da parte di tutte le scuole con i rispettivi partner.

Per gli studenti sorge una grossa incertezza a ogni scambio, soprattutto riguardo alle possibilità e alle condizioni di frequenza dell’università partner. L’unico punto fermo è il fatto che le possibilità vengono continuamente limitate in confronto alle altre nazioni. Gli uffici di mobilitazione presso le scuole universitarie si vedono quindi attribuire una doppia responsabilità in quanto devono pensare sia ai nostri studenti outgoing, sia agli studenti stranieri ingoing. Oltretutto, gli Stati europei non sono disposti a pagare i contributi Erasmus+ per studenti che vogliono venire in Svizzera, siccome la Confederazione non è più membro del programma Erasmus+.

Va ricordato che Erasmus+ è molto di più di un mero programma di scambi per studenti delle scuole superiori. Erasmus+ è una piattaforma per programmi scolastici ed extrascolastici, volti a lanciare progetti internazionali per adolescenti, apprendisti, scolari, studenti, ricercatori, professori e organizzazioni giovanili. Erasmus+ copre pure l’istruzione professionale e quella per adulti, così come le scuole dell’obbligo e le scuole medie superiori. La versione transitoria del Governo non tiene conto in alcun modo questi ultimi aspetti.

Oltre alle scuole universitarie e superiori, sono colpite in modo particolare da questa misura del Consiglio federale anche le organizzazioni giovanili, che, per esempio, durante l’esclusione da Erasmus durante il 2014 persero l’accesso al programma dei parlamenti giovanili europeo “Jugend in Aktion”. In questo senso, la soluzione temporanea non permette alle organizzazioni extrascolastiche alcun tipo di compensazione, mettendo in difficoltà, sia finanziarie, sia di altro genere, i volontari svizzeri. Senza la partecipazione a “Jugend in Aktion”, le organizzazioni giovanili svizzere perdono l’accesso alle reti di Erasmus+ per lavori giovanili a livello europeo e a qualsiasi tipo di considerazione dall’estero in vista di collaborazioni.

Non è una rarità che tra i membri di Erasmus+ ci siano Stati non membri dell’Unione europea, ma con la soluzione del Consiglio federale, la Svizzera si ritroverebbe dietro a Lichtenstein, Norvegia, Islanda, Macedonia e pure Turchia. Bisogna anche considerare che la mancata partecipazione al sistema non permette alle nostre scuole alcun seggio negli organi di Erasmus, senza dunque avere alcun influsso sulla struttura del programma.

La mobilità internazionale contribuisce in maniera molto importante all’istruzione dei giovani svizzeri e svizzere. Permette loro di migliorare competenze sia professionali, sia linguistiche, magari difficili da acquisire in Svizzera. Inoltre, aumenta l’indipendenza dei nostri giovani, così come le loro competenze sociali ed interculturali, grazie alle quali gli studenti sono agevolati al momento di entrare nel mondo del lavoro. Senza l’adesione completa ad Erasmus+ gli studenti svizzeri non avranno l’opportunità di elaborare e sviluppare le competenze sopracitate.

La soluzione provvisoria porta solo all’incertezza, sia per gli studenti, sia per le scuole universitarie svizzere, e a futili costi amministrativi. Per propria comodità, il Consiglio federale sposta con questa decisione il problema alle scuole universitarie, abbandonando loro e gli studenti. Inoltre, il messaggio del governo del 27 aprile 2017, con alcune proposte di miglioramento, non porta benefici rilevanti e non considera i bisogni dei diretti interessati.
Per i giovani PPD svizzeri, sostenuti da Generazione Giovani Ticino, è quindi chiaro che le attuali incertezze non devono andare a scapito delle possibilità dei giovani svizzeri e svizzere. Quindi i giovani PPD svizzeri chiedono al Consiglio federale di:

  • Riprendere le trattative con la Commissione europea, per una riassociazione della Svizzera al programma europeo d’istruzione generale e professionale, giovani e sport (Erasmus+).
  • Migliorare la soluzione in tempi il più breve possibili, così da garantire la certezza dei finanziamenti per gli scambi di giovani studenti svizzeri.
  • Garantire le condizioni che permettano alle scuole universitarie svizzere di non perdere ulteriori partner e di non limitare le esperienze all’estero per gli studenti.
  • Compensare in modo adeguato la mancanza di accesso alle infrastrutture di Erasmus+ per gli studenti e garantire le stesse possibilità per gli studenti svizzeri nello spazio educativo europeo.
  • Dare priorità ai bisogni dei giovani svizzeri in formazione, in occasione delle prossime trattative con l’UE e i suoi partner, impegnarsi in modo da poter riconquistare le partnership perse, togliere i contingenti per gli studenti svizzeri all’estero e ristabilire l’accesso all’infrastruttura di Erasmus+.
  • Alleggerire il lavoro amministrativo che devono sopportare le università svizzere nella soluzione provvisoria e indicare loro concretamente le possibilità e le garanzie per i loro partner durante la fase di transizione.
  • Sviluppare l’infrastruttura necessaria per garantire ai progetti delle scuole universitarie svizzere una trasparenza come in Erasmus+, affinché il livello di educazione e ricerca nei confronti delle altre nazioni migliori, al fine di evitare ulteriormente di ridurre la nostra qualità.
  • Introdurre con largo anticipo le trattative per un’associazione completa per il programma che seguirà Erasmus+ nel 2021, per garantire ai giovani studenti e alle scuole universitarie una certezza giuridica.

Bellinzona, 06 maggio 2017.

Per il Comitato di Generazione Giovani Ticino:

Il Segretario:
Stefano Rappi

Incontro di formazione 18 marzo 2017 - tema il Consiglio comunale

Generazione Giovani Ticino in collaborazione con Generazione Giovani Luganese ha organizzato il primo incontro di formazione dell'anno 2017, avente lo scopo di preparare le giovani leve ai prossimi appuntamenti elettorali, ma soprattutto migliorare le conoscenze della civica e delle nostre istituzioni.

Il Gruppo del Comitato si è occupato di sviluppare varie tematiche di civica e politiche per migliorare la formazione dei giovani che desiderano interessarsi al funzionamento del mondo politico.

Durante il workshop di Sabato 18 marzo 2017 a Sementina è stato approfondito il tema inerente il funzionamento del Comune, partendo dall'organo legislativo: il Consiglio comunale.

Generazione Giovani Ticino ha aperto l'invito a tutte le ragazze ed i ragazzi interessati, indipendentemente dal loro orientamento politico, o che vogliono affacciarsi per la prima volta a questo tema.

Per il Gruppo formazione e studio:

Marika Beretta

Documenti:
Presentazione sul Comune ed il Consiglio comunale (pdf)
Glossario sul Comune e gli strumenti del Consigliere comunale (pdf)