Presa di posizione sui temi in votazione il 19 maggio 2019

Il prossimo 19 maggio saremo chiamati alle urne per esprimerci su due temi in votazione federale e due temi in votazione cantonale. A livello federale si voterà sulla Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS e sulla trasposizione nel diritto svizzero della modifica della Direttiva europea sulle armi. Nel nostro Cantone, invece, saremo chiamati a esprimerci sul referendum lanciato contro l’installazione di semafori sul Piano di Magadino e sull’iniziativa popolare “Giù le mani dalle Officine”.

Il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino, a livello svizzero, invita a sostenere la Riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS, allineandosi anche alla posizione dei Giovani PPD svizzeri. Questa modifica legislativa permette di coniugare i bisogni delle imprese con quelli della popolazione. Un compromesso che garantisce al sistema fiscale elvetico di rimanere attrattivo e conforme agli standard internazionali e permette alle casse dell’AVS un maggiore finanziamento, che si inserisce in maniera positiva nel quadro di incertezza attuale.

In merito al secondo tema in votazione federale, comprendendo la sensibilità di alcune categorie della popolazione, ma riconoscendo comunque la necessità di regole più chiare in materia, GG Ticino lascia libertà di voto.

A livello cantonale, invece, il Comitato dei Giovani PPD ticinesi, essendo stato anche parte attiva nella raccolta delle firme per il referendum contro la posa di semafori sulla strada tra Quartino e Cadenazzo, rinnova la sua contrarietà a questo spreco di denaro pubblico. Infatti, l’efficacia dei semafori non è completamente appurata e, soprattutto, la strada passerà sotto la competenza dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) dal 2020 e, dunque, tutti i costi verranno trasferiti alla Confederazione. L’installazione delle attuali rotonde risale a poco tempo fa. Un’ulteriore spesa per sostituirle sarebbe da ritenere quindi una cattiva gestione di denaro pubblico. Oltre a ciò, la modifica proposta non risolve alla radice il reale problema, ovvero l’intensificazione del traffico sulla tratta in questione. Bisognerebbe infatti investire maggiormente nei trasporti pubblici e nell’accelerare la costruzione della galleria di collegamento A2/A13. Va ricordato anche che l’apertura del tunnel di base del Monte Ceneri il prossimo anno porterà a una rivoluzione nel mondo dei trasporti pubblici in Ticino. Invitiamo dunque a votare no a questa spesa.

GG Ticino, inoltre, invita anche a respingere l’iniziativa popolare “Giù le mani dalle Officine”. Secondo il Comitato, pur comprendendo le finalità dell’iniziativa, il testo sottoposto in votazione non tiene ormai più in considerazione il mutato contesto sociale e le nuove esigenze in materia di manutenzione dei convogli ferroviari moderni. Le nuove officine di Arbedo-Castione risponderanno in maniera adeguata alla domanda che nascerà dall’impiego dei nuovi Giruno sulla tratta Zurigo-Milano e creeranno un polo di sviluppo tecnologico e professionale. Inoltre, l’area in centro a Bellinzona occupata attualmente dalle Officine rappresenta un enorme patrimonio immobiliare e potrebbe essere utilizzata per altri scopi che più si confanno a un centro cittadino. Per questi motivi, invitiamo a respingere questa iniziativa.

  

Bellinzona, 23 aprile 2019.

  

Per il Comitato di GG Ticino,
Romolo Pawlowski, Segretario

No alla semaforizzazione

IL REFERENDUM PUÒ ESSERE STAMPATO E SOTTOSCRITTO DIRETTAMENTE SUL SITO DEI PROMOTORI.

Durante la sua seduta di fine anno, il Gran Consiglio ha approvato la sostituzione di alcune rotonde con degli impianti semaforici sulla trafficatissima strada tra l’uscita autostradale di Bellinzona Sud e Locarno. L’oggetto era già stato sottoposto in votazione nel corso del 2018, ma era stato bocciato dalla maggioranza dei parlamentari. Tuttavia, al momento della seconda votazione, la semaforizzazione ha raccolto sufficienti consensi per poter essere applicata. Alcuni parlamentari e politici locali di tutti i partiti, hanno deciso di lanciare un referendum contro questa decisione, contestando l’installazione di semafori con più argomenti. Generazione Giovani PPD Ticino sostiene all’unanimità questo referendum per le questioni seguenti.

Analizzando il problema da un profilo diverso rispetto alla praticità di rotonde, semafori o semplici incroci, è necessario chinarsi sullo spreco di soldi pubblici a cui siamo destinati con questa decisione del Gran Consiglio. Infatti, l’installazione delle attuali rotonde nel decennio trascorso è stata resa possibile grazie a investimenti importanti da parte del Cantone, degli investimenti che verrebbero annullati con la semaforizzazione, con conseguenti perdite per tutta la comunità. Non sappiamo se effettivamente i semafori possano migliorare la situazione attuale, che è grave. Ciò a cui invece siamo certamente confrontati è l’enorme spesa pubblica per attuare delle soluzioni temporanee o inefficaci per risolvere il principale problema delle code tra l’autostrada A2 e Locarno, risolvibile unicamente con un collegamento autostradale.

Infatti, occorre osservare la problematica anche dal profilo ambientale e dei trasporti pubblici: l’intasamento della strada in questione non si è risolto con le rotonde, come non si risolverà con i semafori. Le vere soluzioni sono per noi due: da un lato occorre anticipare il più possibile la costruzione della tratta autostradale tra Locarno e Bellinzona (tramite il progetto di galleria tra Quartino e Sant’Antonino), mentre dall’altro bisogna modificare le nostre abitudini a livello di pendolarismo. L’offerta ferroviaria attuale non è soddisfacente, in particolare tra Locarno e Lugano, ma grazie all’apertura del tunnel di base del Monte Ceneri nel 2020, il trasporto pubblico ticinese verrà rivoluzionato! Basti pensare alla diminuzione dei tempi di percorrenza in treno tra Locarno, Lugano e Bellinzona o agli enormi investimenti in materia di aggiunta di corse di bus nei grandi centri, fattori che faranno optare sempre più persone all’utilizzo dei mezzi pubblici anziché della propria vettura, con conseguenti miglioramenti viari e ambientali. In merito a quest’ultimo aspetto, bisogna però essere capaci di modificare la propria routine da automobilista assuefatto e, soprattutto, ristabilire dei collegamenti diretti in treno tra Locarno e la Svizzera interna, in modo da incentivare anche i turisti (che causano buona parte delle code estive) a optare per il treno.

In conclusione, come principio basilare del nostro sistema politico, risulta per noi anche inconcepibile il fatto che si sia rivotato sullo stesso oggetto, che era già stato bocciato dal Gran Consiglio. Questa pratica non è rispettosa né della democrazia, né dei cittadini stessi e va quindi combattuta con un referendum. Invitiamo dunque tutta la popolazione ticinese a sottoscrivere il referendum, che si può trovare anche sul sito internet di GG Ticino, entro il 20.01.2019.

IL REFERENDUM PUÒ ESSERE STAMPATO E SOTTOSCRITTO DIRETTAMENTE SUL SITO DEI PROMOTORI.

 

Losone, 3 gennaio 2019.

 

Per Generazione Giovani PPD Ticino,

 

Romolo Pawlowski
Segretario

Articoli di stampa:

Petizione per "Binario 5"

Grazie agli investimenti promossi dal Consiglio federale e dalle FFS, i trasporti ferroviari in Svizzera si stanno evolvendo sempre più. L’aumento delle cadenze orarie e l’innovazione delle infrastrutture portano a un radicale aumento dei passeggeri. Tuttavia, sebbene questo fattore sia estremamente positivo, la crescita del numero dei viaggiatori sulla rete ferroviaria svizzera porta anche a forti problemi di sovraffollamento di alcuni convogli. Questi problemi sono particolarmente evidenti nei treni serali durante i fine settimana, quando studenti, turisti, militi e pendolari viaggiano sia sull’asse nord-sud, sia sull’asse est-ovest. Per quanto riguarda gli studenti, molti di questi sono titolari dell’abbonamento “Binario 7”, che permette di viaggiare illimitatamente dalle 19:00 alle 5:00 del mattino del giorno dopo, motivo per il quale tendono a viaggiare piuttosto la sera, riempiendo i convogli. La saturazione è ormai grave, ledendo il comfort dei passeggeri e anche la sicurezza.

Come annunciato in conferenza stampa alla fine di agosto, Generazione Giovani PPD Ticino si è dunque attivata per cercare delle soluzioni a questo problema, oltre a esporlo. Infatti, i Giovani PPD domandano alle FFS un cambiamento dell’attuale offerta degli abbonamenti rivolti ai giovani e agli studenti. Le proposte dei Giovani PPD possono essere riassunte in quattro punti principali:

  1. Estendere l’orario di validità dell’abbonamento “Binario 7” fino alle ore 07:00 tutti i giorni o almeno durante i fine settimana (a differenza di quello attuale valido solo fino alle 05:00);

  2. Garantire a tutti gli studenti che frequentano un’università o una scuola superiore la possibilità di usufruire di un abbonamento (attraverso un attestato di iscrizione) che non scada al compimento del 25esimo anno di età, come attualmente con “Binario 7”;

  3. Introdurre un abbonamento “Binario 5” valevole ogni giorno dalle 17:00 alle 07:00, rivolto in particolare agli studenti delle città romande (la cui durata del viaggio equivale a più di tre ore) così da permettere loro di poter giungere in tempo per l’ultima corsa dei trasporti urbani della propria città, e con l’intenzione di sgravare maggiormente le corse serali dopo le 19:00;

  4. Aumentare le città sulle cui reti urbane saranno validi gli abbonamenti “Binario 7 e 5”, o che almeno prevedranno una riduzione della tariffa.

Al fine di dimostrare al Consiglio federale e alle FFS quanto gli studenti vogliano un cambiamento della situazione attuale, non solo lamentandosi ma anche proponendo delle soluzioni concrete, è stata aperta una petizione online, sottoscrivibile da chiunque e attiva dal 29 novembre 2018 fino al 17 febbraio 2018. La petizione in questione verrà inviata alle FFS, accanto ad alcune mozioni parlamentari redatte dal Consigliere nazionale Marco Romano in collaborazione con Generazione Giovani PPD Ticino, chiedendo espressamente che le quattro proposte sopra elencate vengano integrate nell’attuale offerta di abbonamenti e che il tutto sia fatto, eventualmente, senza un aumento spropositato delle tariffe.

Invitiamo pertanto tutte le cittadine svizzere e tutti i cittadini svizzeri, giovani e meno giovani, a sottoscrivere la petizione e a voler proporre in maniera costruttiva delle soluzioni agli annosi problemi che affliggono i nostri treni.

Per Generazione Giovani PPD Ticino,

Romolo Pawlowski
Segretario

Marco Baggi
Membro di Comitato

Stefano Rappi
Rappresentante GG presso i GPPD-CH

Presa di posizione del comitato di GG sui temi in votazione il 25 novembre 2018

Il prossimo 25 novembre le cittadine e i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimere il proprio parere su tre oggetti in votazione federale, nello specifico sulle iniziative popolari “Per la dignità degli animali da reddito agricolo (iniziativa per vacche con le corna)” e “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l’autodeterminazione)”, oltre che sul referendum inerente la modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). Con il presente comunicato stampa, il movimento giovanile del Partito Popolare Democratico ticinese intende comunicare la propria posizione in merito.

La Confederazione sostiene attivamente il settore agricolo federale, sovvenzionando i contadini in molteplici modi. Punti cardine del nostro settore primario sono il rispetto e il benessere degli animali, tramite pratiche quali, ad esempio, il possesso di stalle a stabulazione libera dove l’animale è libero di muoversi. Bisogna anche considerare che, attualmente, circa tre quarti dei bovini e un terzo delle capre non hanno le corna sia per motivi genetici (infatti alcune razze nascono già senza), sia per rimozioni sotto anestesia al momento della nascita. Inoltre, oggigiorno, non vi sono differenze tra i contributi per animali con le corna e senza.

Generazione Giovani PPD ha da sempre espresso un occhio di riguardo per il settore primario, vero e (spesso) unico motore delle periferie e delle valli ticinesi. Riteniamo dunque che la scelta di elargire incentivi agli allevatori che decidessero di mantenere i propri animali da reddito con le corna possa essere un’ottima soluzione per sostenere maggiormente questa categoria economica. Siamo inoltre sensibili sul fatto che la rimozione delle corna provochi dolori a lungo termine agli animali. Ciononostante, i costi dell’iniziativa sono importanti (si andrebbe a creare uno scompenso di contributi stimato tra i 10 e i 30 milioni di franchi). Questi fondi dovrebbero essere reindirizzati all’allevamento da altri settori dell’agricoltura. Si rischierebbe anche di tornare alla vecchia pratica di legare gli animali nelle stalle, al fine di non far ferire tra loro gli animali o di non causare incidenti all’uomo, andando a discapito del benessere di mucche e di capre. Inoltre, esprimiamo qualche dubbio sul fatto che tale sussidio debba figurare nella nostra Costituzione, che è il testo fondante del nostro paese. Per questi motivi contrastanti, GG Ticino lascia libertà di voto in materia.

Per quanto riguarda l’iniziativa per l’autodeterminazione, invece, il Comitato di GG Ticino esprime un forte no. Infatti, questa iniziativa mette in pericolo l’immagine solida e sicura che la Svizzera ha costruito nel corso della sua storia. In sostanza, l’iniziativa dell’UDC chiede che il diritto costituzionale sia sempre superiore a quello internazionale (modifica dell’art. 5 cpv. 4 della Costituzione federale) e che il Tribunale federale sia legato al diritto federale e, unicamente, ai trattati internazionali sottoposti a referendum (modifica dell’art. 190 Cost. fed.). Questa supremazia del diritto svizzero, resa accattivante dalla parola “autodeterminazione”, è altresì pericolosa, in quanto, in caso di disaccordo tra la Costituzione federale (e il diritto federale, secondo la modifica dell’art. 190 Cst.) e il diritto internazionale, il nostro diritto dovrebbe prevalere automaticamente, senza possibilità di dialogo. Questo significa che le nostre autorità dovrebbero immediatamente ridiscutere l’accordo internazionale e, in seguito, rescinderlo. Ricordiamo che tra gli accordi che la Svizzera ha stipulato con altri Stati o con delle organizzazioni internazionali, ci sono trattati che proteggono anche i nostri diritti di cittadini, che permettono alla Confederazione di commerciare con l’estero e che garantiscono la collaborazione giudiziaria e di polizia in materia di crimini internazionali. Tutti questi trattati sarebbero messi automaticamente in discussione e basterebbe una modifica del diritto interno federale per costringere il Consiglio federale a ridiscutere l’accordo.

Come Giovani PPD crediamo che si debba dare fiducia alle autorità (Governo e tribunali), garantendo loro margine di manovra. L’iniziativa contro i giudici stranieri risulta inoltre priva di utilità effettiva, poiché la Svizzera è già sovrana e il diritto internazionale non è applicato senza riserve. Al contrario, caso per caso, le autorità amministrative e giudiziarie analizzano la fattispecie e agiscono di conseguenza. Il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino invita dunque a votare un deciso no a questa pericolosa, quanto inutile, iniziativa.

Infine, esprimiamo il nostro pieno sostegno alla modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LGPA). Generazione Giovani PPD Ticino ritiene che SUVA, AI e le assicurazioni sociali debbano poter monitorare tutti coloro che, partendo da indizi concreti, sono sospettati di frode verso il sistema. Tale abuso di per sé rappresenta una grave mancanza verso l’intera società e verso tutte le cittadine e tutti i cittadini, che versano mensilmente il proprio contributo alle assicurazioni sociali. Si tratta di una vera e propria truffa nei confronti della collettività! Noi Giovani PPD ticinesi riteniamo inoltre che la legge stabilisce limiti chiari per la tutela della sfera privata. Il monitoraggio rappresenterà dunque l’ultima istanza alla quale appellarsi e sarà limitato nel tempo e nello spazio. Il 25 novembre invitiamo dunque a sostenere la modifica della LGPA. Garantiamo che solamente coloro che hanno pienamente diritto alle prestazioni delle assicurazioni sociali possano effettivamente ottenerle!

Bellinzona, 8 novembre 2018.

A nome del Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino,

Enea Monticelli
Presidente

Romolo Pawlowski
Segretario

No all'isola delle patate

Assieme a GLRT, GISO e Giovani Verdi, diciamo no all'iniziativa per l'autodeterminazione! Una proposta che mette in pericolo la stabilità economica e lo Stato di diritto del nostro paese.
Vorremmo infatti evitare di ritrovarci ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, quando la coltivazione di patate era l'unica nostra fonte di autosostentamento. Per questo abbiamo deciso di omaggiare i Giovani UDC con un sacco di patate svizzere!

Generazione Giovani PPD Ticino, Giovani liberali radicali, Giovani verdi e Gioventù socialista si sono schierati dalla stessa parte contro la pericolosa iniziativa per l’autodeterminazione lanciata dall’UDC. I quattro movimenti giovanili ticinesi ritengono che l’iniziativa debba essere respinta non solo perché danneggia la stabilità economica della Svizzera ed è in contrasto con la sua tradizione umanitaria e di paese aperto al mondo, ma anche perché l’iniziativa è inutile. Il rischio è di restare isolati, perdere molti posti di lavoro e rinunciare a buona parte delle esportazioni. Per spiegare ai giovani UDC che, se l’iniziativa venisse approvata, potremmo diventare un’isola su cui l’agricoltura sarà l’unica attività economica possibile, i rappresentanti dei quattro movimenti giovanili hanno omaggiato i democentristi con un sacco di patate.

In sostanza, l’iniziativa per l’autodeterminazione chiede che, se un articolo della costituzione fosse in contrasto con un punto di un trattato internazionale, il Consiglio federale avrebbe un anno di tempo per rinegoziare il trattato. Se le negoziazioni fallissero, la Svizzera dovrebbe allora disdire l’accordo. Oggi il Consiglio federale non sigla accordi internazionali in contrasto con la costituzione. Ciò che, invece, è possibile è che un’iniziativa popolare introduca un principio non compatibile con il diritto internazionale. Prendendo l’esempio degli accordi dell’organizzazione mondiale del commercio siglati da 164 paesi, è inimmaginabile che la sola Svizzera possa far cambiare un articolo a suo piacimento e che tutti gli altri cofirmatari accettino ogni suo desiderio. In tal caso dovremmo quindi disdire l’accordo, con tutte le gravi ripercussioni che ci sarebbero sulle nostre aziende e sui posti di lavoro. Va ricordato che molte aziende Svizzere altamente specializzate che offrono impieghi ad alto valore aggiunto vendono il 90% dei loro prodotti sul mercato estero.

Per i Giovani Liberali Radicali il testo non porta chiarezza fra i livelli di diritto, ma tramite contraddizioni garantisce solamente incertezza. L’iniziativa danneggerebbe la Confederazione sotto molti punti di vista e non garantirebbe più margini di manovra per trattative in ambito politico ed economico. Infatti l’iniziativa non garantirebbe una maggiore autodeterminazione nazionale come vorrebbe farci credere l’UDC, ma introdurrebbe rifidi vincoli che di fatto porterebbero all’inevitabile isolamento della Svizzera, sia dal punto di vista economico che della politica estera. 

Per la Gioventù socialista questa proposta è inoltre in contraddizione con la tradizione Svizzera di paese aperto al mondo e di piattaforma per il dialogo internazionale. Secondo la visione dell’UDC e della Lega, la Svizzera dovrebbe scegliere una via solitaria anche in materia di diritti umani, rescindendo ad esempio la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Il diritto internazionale è sfociato in importanti conquiste per i cittadini e le cittadine, come l’introduzione del diritto di voto per le donne o l’indennizzo delle vittime dell’amianto. Votando NO garantiamo questa protezione anche in futuro.

Per i Giovani Verdi è inoltre particolarmente allarmante che l'UDC con la sua iniziativa non attacchi apertamente i diritti umani, che rappresentano regolarmente un ostacolo al suo programma politico. Consapevole che un attacco dichiarato contro questi diritti non sarebbe gradito alla popolazione preferisce seguire una strada apparentemente innocua, ponendo in primo piano il primato della Costituzione svizzera sulla legislazione internazionale. Gli inizianti sperano così di ottenere una decisione popolare contro i diritti fondamentali evitando un dibattito pubblico sulla loro importanza.

I Giovani PPD ritengono che all’interno di questo discorso non vada dimenticata l’importanza della cooperazione internazionale in materia di perseguimento di reati e di indagini. Infatti, la Svizzera coopera in maniera attiva nella lotta alle organizzazioni criminali, scambia informazioni in merito ai reati commessi (soprattutto quelli finanziari o informatici) e processa delinquenti ricercati in altri paesi, tutto questo grazie ai numerosi accordi in materia. Accordi dai quali la Svizzera potrebbe vedersi costretta a ritirarsi, qualora prevedessero norme in contrasto con il nostro diritto federale. Generazione Giovani PPD Ticino è dunque convinta che l’iniziativa metta anche in pericolo la sicurezza, sia interna (non avremmo infatti accesso alle informazioni di altri paesi), sia estera, mettendo a repentaglio le indagini internazionali e la lotta alla mafia, al terrorismo e ad altri di questo genere, sono commessi senza tener conto dei confini nazionali. Per la nostra sicurezza è dunque opportuno respingere questa pericolosa (e controproducente) iniziativa.

Gli oltre 600 accordi internazionali che questa iniziativa mette in pericolo portano vantaggi a tutti i cittadini. Grazie all’apertura della Svizzera, noi giovani possiamo seguire un semestre in un’università all’estero i cui corsi vengono poi riconosciuti dal nostro ateneo. Grazie agli accordi internazionali, ci è così facile partire per un weekend tra amici in una capitale europea per festeggiare il capodanno. I nostri centri di ricerca e le nostre aziende possono inoltre svilupparsi in un contesto internazionale, ciò che permette alla Svizzera di essere il paese più innovativo al mondo.

Ci sono però alcuni giovani molto confusi che parlano di giudici stranieri e di imposizione da parte dell’Europa. In primo luogo va ricordato che l’iniziativa è contro tutto il mondo, non solo contro l’Unione europea. È poi importante notare che non esistono giudici stranieri con la facoltà di imporre leggi in Svizzera. L’iniziativa è quindi totalmente inutile perché nessun paese ha mai imposto alla Svizzera di sottoscrivere un accordo internazionale. Tra questi giovani confusi ci sono i giovani UDC, i quali vorrebbero che la Svizzera diventi un’isola, senza più relazioni con l’estero. In questa distopia, alla nostra economia non rimarrebbe che dedicarsi all’agricoltura, perché qualsiasi altra attività dipende dall’importazione di risorse o richiede un mercato più grande di quello elvetico. Per spiegare questo grave rischio, i rappresentanti dei Giovani liberali radicali, Generazione giovani, Gioventù socialista e Giovani Verdi hanno regalato ai democentristi uno svizzerissimo sacco di patate.

Come rappresentanti di GG PPD Ticino,

Romolo Pawlowski
Segretario

Damiano Pasquali
Vicesegretario

Marco Baggi
Membro di Comitato

Telefonini a scuola, pericolo o opportunità?

Lo scorso 8 settembre il deputato in quota GG Giorgio Fonio, unitamente ai colleghi Henrik Bang e Mariastella Polli, ha presentato una mozione che prevede l’istituzione di un progetto pilota in Ticino volto a vietare l’uso del telefonino nelle scuole dell’obbligo. Parallelamente i deputati chiedono che vi sia la creazione di un corso sull'etica dell'informatica, allo scopo di istruire i giovani sui benefici ma anche sui rischi che la tecnologia può portare nella società.

I casi di bullismo e cyberbullismo, seppur non in aumento, restano presenti nella realtà scolastica cantonale. Vessazioni, insulti e prese in giro hanno trovato nelle nuove tecnologie un nuovo alleato. Video di compagni presi in giro, foto con scritte schernenti su docenti e compagni o semplicemente testi scritti sbeffeggianti, vengono ora diffusi sempre più attraverso i canali di condivisione quali possono essere gli smartphone. all’interno della classe, ma anche verso l’esterno. Le persone oggetto di questi atti sono vittime di bullismo o si tratta semplicemente di qualche marachella tra ragazzi?

Sappiamo che essere presi in giro dai propri compagni non è un fatto piacevole e può creare delle conseguenze sulla quotidianità di ogni ragazzo, indipendentemente dal temperamento del carattere o dalla propria fragilità. Essere presi in giro sul mondo virtuale rende questo atto praticamente indelebile e riproducibile all’infinito.

Come giovani, non possiamo però non vedere anche il potenziale di un uso corretto degli strumenti tecnologici nel percorso educativo dei ragazzi. L’utilizzo di smartphone durante le lezioni per interagire con l’insegnante sono un metodo educativo interessante e che permetterebbero una partecipazione attiva degli allievi nella costruzione della lezione stessa grazie agli innumerevoli strumenti educativi.

Riteniamo inoltre indispensabile l’educazione da parte dalla scuola al corretto utilizzo delle nuove tecnologie, integrando anche l’utilizzo degli smartphone nelle lezioni scolastiche, mettendo in evidenza gli strumenti positivi e criticando l’uso scorretto. Non nascondiamo però che, a nostro avviso, vi sia anche una profonda implicazione del mondo famigliare nel tema dell’uso della tecnologia.

Generazione Giovani PPD Ticino raccoglie favorevolmente la provocazione lanciata dai deputati sopracitati e auspichiamo che, per una volta, il mondo della politica e della scuola si soffermino sul tema. Per questo motivo, il movimento giovanile del Partito Popolare Democratico si dichiara favorevole ad una regolamentazione generalizzata dell’uso del cellulare nelle scuole pubbliche cantonali e un’educazione mirata volta al corretto utilizzo delle nuove tecnologie.

Enea Monticelli, Presidente
Umberto Gatti, membro di Comitato

Per un futuro sui binario giusti: Binario 5!

Treni saturi. Mancanza di comfort. Viaggi in piedi. E una volta arrivati a destinazione, occorre ancora pagare il biglietto o andare a piedi. Questa è la situazione che vivono ogni fine settimana diversi studenti ticinesi che si recano oltralpe a studiare.

Secondo l’Ufficio cantonale di statistica, gli studenti iscritti negli atenei della Svizzera interna e della Svizzera romanda durante l’anno accademico 2017-18 sono 4'547. Un numero in costante crescita, come confermato dai dati dell’USTAT. Infatti, già solo rispetto al 2013-14, ci sono circa 400 Ticinesi in più impegnati oltralpe nei propri studi universitari. Inoltre, questi dati non tengono in considerazione le scuole universitarie professionali, gli apprendistati e le altre formazioni, che molti giovani del nostro Cantone frequentano. In sostanza, ogni fine settimana migliaia di Ticinesi si spostano lungo l’asse del San Gottardo.

Tra questi, molti sono titolari di un abbonamento Binario 7, che permette di viaggiare gratuitamente dalle 19 alle 5 del giorno dopo sulla rete FFS. Tuttavia, essendo obbligati a partire dopo le sette di sera, gli studenti riempiono facilmente i convogli diretti a Nord o a Sud, soprattutto durante i fine settimana, momento in cui, oltretutto, si muovono anche un sacco di turisti. Questi ultimi, approfittando dei biglietti risparmio e per godere appieno dei giorni di ferie, tendono a spostarsi la sera. Con questi due grossi gruppi di persone che si muovono dopo le sette di sera (senza considerare i militi impegnati nel proprio servizio, che solitamente tornano in caserma la domenica sera), i treni serali che si dirigono verso o che lasciano il Ticino sono particolarmente colmi, andando a ledere sul comfort, sulla tranquillità e, ovviamente, anche sulla sicurezza.

Siamo consci che le FFS si sono già impegnate nell’aumentare le corse serali la domenica sera in direzione Nord (cosa di cui siamo grati), tuttavia è il momento di modificare sostanzialmente l’offerta per i giovani che si spostano alla sera verso i propri luoghi di studio. Generazione Giovani PPD Ticino propone infatti l’ampliamento dell’attuale Binario 7 e l’introduzione di un nuovo tipo di abbonamento destinato agli studenti, il Binario 5.

Entrambi dovrebbero essere validi sino alle 7 di mattina e non solo fino alle 5, in modo da garantire agli studenti anche gli spostamenti mattutini. Per quanto riguarda l’orario di inizio, per il Binario 7 rimarrebbe fisso alle 19, mentre per l’auspicato Binario 5, l’orario di validità corrisponderebbe alle 17! In questo modo, si diluirebbero i giovani passeggeri sui treni già dalle cinque di sera. Questa opportunità sarebbe molto comoda per i Ticinesi che si recano in Università più lontane, come Losanna, Ginevra e Neuchâtel.

Entrambi i tipi di abbonamenti, in più, dovrebbero essere garantiti non solo fino ai 25 anni di età, ma anche a tutti gli studenti, fino al termine dei propri studi. Inoltre, sia l’attuale Binario 7, sia il futuro Binario 5 dovrebbero valere sull’intera rete di trasporti urbani in tutta la Svizzera (oggi solamente in poche città il Binario 7 è valido su bus e tram).

Queste sono le richieste che abbiamo presentato al Comitato federale dei giovani PPD svizzeri e sono contenute nel documento che verrà posto in votazione all’Assemblea dei delegati di sabato 1. settembre 2018 a Ginevra. In questo modo, la presa di posizione non sarebbe unicamente ticinese, ma anche svizzera. Infatti, i cambiamenti sperati da GG PPD Ticino non porterebbero vantaggi unicamente ai giovani ticinesi, ma anche a tutti i nostri cugini d’oltralpe, siccome gli abbonamenti FFS possono essere stipulati da chiunque. Si tratta dunque di proposte a favore dei giovani e a favore degli studenti!

È notizia di alcune settimane che le FFS stanno già elaborando delle modifiche dell’attuale Binario 7, a partire dal cambio di nome dell’abbonamento. Inoltre, benché venga a costare di più, esso dovrebbe essere valido su tutte le reti urbane elvetiche, che era appunto una nostra richiesta. Siamo dunque molto contenti che l’ex-regia federale si stia muovendo nella giusta direzione. Tuttavia, occorre ribadire che un aumento delle possibilità offerte agli studenti, andrebbe a beneficio di tutti. In particolare, una maggiore distribuzione degli studenti sui treni già a partire dalle 5 di sera, oltre a giovare ai giovani stessi, permetterebbe anche ai turisti di beneficiare di viaggi più confortevoli e al personale di lavorare più serenamente.

Come Giovani PPD ticinesi vogliamo che il viaggio in treno sia effettivamente un viaggio sereno. Le poche volte in cui gli studenti tornano a casa non devono essere fonte di stress e arrabbiature, ma momenti piacevoli da trascorrere studiando, chiacchierando o anche solo osservare dal finestrino gli stupendi paesaggi elvetici.

 

Bellinzona, 31 agosto 2018.

 

Enea Monticelli
Presidente

 

Romolo Pawlowski
Segretario

Presa di posizione del Comitato GG PPD TI sui temi in votazione il 10 giugno 2018

Il prossimo 10 giugno, il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino invita a votare a favore della nuova Legge sui giochi in denaro e a respingere l’iniziativa popolare “Moneta intera”. Sul piano regionale, sostiene anche il Parco Nazionale del Locarnese.

Durante la sua ultima seduta, svoltasi a Losone, il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino si è chinato sui temi in votazione federale e regionale il prossimo 10 giugno.

Sul piano federale, il Comitato di GG Ticino respinge all’unanimità l’iniziativa “Moneta intera”. Il Comitato ritiene tale iniziativa nociva per la piazza finanziaria svizzera e per tutta l’economia. Infatti, approvando questa Iniziativa si andrebbe a minare in maniera drastica quella che, fino ad oggi, è stata una piazza finanziaria solida. D’altronde, le misure apportate dopo la crisi finanziaria del 2008, come vincoli sulla liquidità, impongono già agli istituti finanziari varie limitazioni.
Il Consiglio federale, la Banca nazionale svizzera (BNS), economiesuisse e l’Associazione svizzera dei banchieri si dichiarano unitamente e chiaramente contrari a questo esperimento unico nel suo genere a livello mondiale. Come GG Ticino, crediamo che un’iniziativa simile comporti notevoli rischi ed incertezze. Inoltre, per i lavoratori del settore bancario, l’iniziativa “Moneta intera” comporterebbe più rischi che vantaggi. Ancora una volta a rimetterci sarebbero le famiglie e la popolazione tutta.
Per questi motivi, il Comitato di GG Ticino invita a respingere l’iniziativa “Moneta intera”.

In merito all’altro oggetto in votazione federale il prossimo 10 giugno, ossia all’introduzione della nuova Legge federale sui giochi in denaro, il Comitato sostiene a maggioranza tale introduzione.
Si ritiene che nei giochi in denaro si celino svariati pericoli (manipolazione, truffa, dipendenza dal gioco o riciclaggio di denaro). La legge sui giochi in denaro garantisce quindi che questo sistema consolidato di autorizzazione e controllo sia realizzato anche nell’era digitale. Chi organizza giochi in denaro è tenuto a versare dei tributi affinché la collettività non debba soltanto farsi carico degli oneri (vedi prevenzione dal gioco d’azzardo). Infatti, ogni anno quasi un miliardo di franchi è versato dalle case da gioco e dalle lotterie a favore dell’AVS/AI, dello sport, della cultura e delle opere sociali. Grazie alla nuova legge il numero dei beneficiari potrebbe aumentare ulteriormente. Al contrario, senza la Legge sui giochi in denaro, la Svizzera non sarebbe in grado di imporre queste regole.
Attualmente, chi apre una casa da gioco virtuale o propone lotterie o scommesse sportive in un luogo qualunque del mondo non deve rispettare le nostre leggi. Non è tenuto a prendere alcun provvedimento per impedire la dipendenza dal gioco, la truffa o il riciclaggio di denaro e non versa alcun contributo a favore della collettività, Si stima che in questo modo vadano persi più di 250 milioni all’anno, con tendenza in aumento. La nuova Legge corregge questo sistema, obbligando gli esercenti a richiedere un’autorizzazione.
Per questi motivi, il Comitato di GG Ticino invita a votare sì alla Legge federale sui giochi in denaro.

Per quanto concerne il Parco Nazionale del Locarnese, GG Ticino sostiene il progetto, anch’esso in votazione (regionale) il prossimo 10 giugno. I Comuni coinvolti (Ascona, Losone, Brissago, Ronco s/Ascona, Terre di Pedemonte, Centovalli, Onsernone e Bosco Gurin) verranno chiamati alle urne per esprimersi sul Parco, che secondo Generazione Giovani è un’opportunità da cogliere per il turismo e per la natura. Infatti, il Parco Nazionale del Locarnese garantirebbe non solo una grande visibilità per tutto il territorio coinvolto e fondi federali per finanziare progetti di rivalorizzazione, in particolare per le valli, ma anche una maggiore tutela della natura, che in quelle aree è particolarmente pregiata. Le zone centrali, in cui la natura è lasciata al suo corso senza alcun intervento umano, verrebbero studiate e questo permetterebbe dunque la creazione di posti di lavoro qualificati presso la “Casa del Parco”.
Secondo GG Ticino, nel dibattito, va ricordato anche che al di fuori delle zone centrali, ossia nel resto del territorio del Parco, non vigerebbero ulteriori restrizioni, che il valore immobiliare degli edifici all’interno dell’area potrebbe crescere e che tra dieci anni la popolazione coinvolta sarà chiamata nuovamente alle urne per rinnovare la concessione al Parco.
Per queste ragioni, il Comitato GG Ticino sostiene il Parco Nazionale del Locarnese.

I perimetri del Parco Nazionale del Locarnese sarebbero quelli illustrati nell'immagine.

I perimetri del Parco Nazionale del Locarnese sarebbero quelli illustrati nell'immagine.

 

Bellinzona, 15 aprile 2018.

Per il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino

Il Vicepresidente Sottoceneri
Tommaso Merlini