Presa di posizione del comitato di GG sui temi in votazione il 25 novembre 2018

Il prossimo 25 novembre le cittadine e i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimere il proprio parere su tre oggetti in votazione federale, nello specifico sulle iniziative popolari “Per la dignità degli animali da reddito agricolo (iniziativa per vacche con le corna)” e “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l’autodeterminazione)”, oltre che sul referendum inerente la modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). Con il presente comunicato stampa, il movimento giovanile del Partito Popolare Democratico ticinese intende comunicare la propria posizione in merito.

La Confederazione sostiene attivamente il settore agricolo federale, sovvenzionando i contadini in molteplici modi. Punti cardine del nostro settore primario sono il rispetto e il benessere degli animali, tramite pratiche quali, ad esempio, il possesso di stalle a stabulazione libera dove l’animale è libero di muoversi. Bisogna anche considerare che, attualmente, circa tre quarti dei bovini e un terzo delle capre non hanno le corna sia per motivi genetici (infatti alcune razze nascono già senza), sia per rimozioni sotto anestesia al momento della nascita. Inoltre, oggigiorno, non vi sono differenze tra i contributi per animali con le corna e senza.

Generazione Giovani PPD ha da sempre espresso un occhio di riguardo per il settore primario, vero e (spesso) unico motore delle periferie e delle valli ticinesi. Riteniamo dunque che la scelta di elargire incentivi agli allevatori che decidessero di mantenere i propri animali da reddito con le corna possa essere un’ottima soluzione per sostenere maggiormente questa categoria economica. Siamo inoltre sensibili sul fatto che la rimozione delle corna provochi dolori a lungo termine agli animali. Ciononostante, i costi dell’iniziativa sono importanti (si andrebbe a creare uno scompenso di contributi stimato tra i 10 e i 30 milioni di franchi). Questi fondi dovrebbero essere reindirizzati all’allevamento da altri settori dell’agricoltura. Si rischierebbe anche di tornare alla vecchia pratica di legare gli animali nelle stalle, al fine di non far ferire tra loro gli animali o di non causare incidenti all’uomo, andando a discapito del benessere di mucche e di capre. Inoltre, esprimiamo qualche dubbio sul fatto che tale sussidio debba figurare nella nostra Costituzione, che è il testo fondante del nostro paese. Per questi motivi contrastanti, GG Ticino lascia libertà di voto in materia.

Per quanto riguarda l’iniziativa per l’autodeterminazione, invece, il Comitato di GG Ticino esprime un forte no. Infatti, questa iniziativa mette in pericolo l’immagine solida e sicura che la Svizzera ha costruito nel corso della sua storia. In sostanza, l’iniziativa dell’UDC chiede che il diritto costituzionale sia sempre superiore a quello internazionale (modifica dell’art. 5 cpv. 4 della Costituzione federale) e che il Tribunale federale sia legato al diritto federale e, unicamente, ai trattati internazionali sottoposti a referendum (modifica dell’art. 190 Cost. fed.). Questa supremazia del diritto svizzero, resa accattivante dalla parola “autodeterminazione”, è altresì pericolosa, in quanto, in caso di disaccordo tra la Costituzione federale (e il diritto federale, secondo la modifica dell’art. 190 Cst.) e il diritto internazionale, il nostro diritto dovrebbe prevalere automaticamente, senza possibilità di dialogo. Questo significa che le nostre autorità dovrebbero immediatamente ridiscutere l’accordo internazionale e, in seguito, rescinderlo. Ricordiamo che tra gli accordi che la Svizzera ha stipulato con altri Stati o con delle organizzazioni internazionali, ci sono trattati che proteggono anche i nostri diritti di cittadini, che permettono alla Confederazione di commerciare con l’estero e che garantiscono la collaborazione giudiziaria e di polizia in materia di crimini internazionali. Tutti questi trattati sarebbero messi automaticamente in discussione e basterebbe una modifica del diritto interno federale per costringere il Consiglio federale a ridiscutere l’accordo.

Come Giovani PPD crediamo che si debba dare fiducia alle autorità (Governo e tribunali), garantendo loro margine di manovra. L’iniziativa contro i giudici stranieri risulta inoltre priva di utilità effettiva, poiché la Svizzera è già sovrana e il diritto internazionale non è applicato senza riserve. Al contrario, caso per caso, le autorità amministrative e giudiziarie analizzano la fattispecie e agiscono di conseguenza. Il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino invita dunque a votare un deciso no a questa pericolosa, quanto inutile, iniziativa.

Infine, esprimiamo il nostro pieno sostegno alla modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LGPA). Generazione Giovani PPD Ticino ritiene che SUVA, AI e le assicurazioni sociali debbano poter monitorare tutti coloro che, partendo da indizi concreti, sono sospettati di frode verso il sistema. Tale abuso di per sé rappresenta una grave mancanza verso l’intera società e verso tutte le cittadine e tutti i cittadini, che versano mensilmente il proprio contributo alle assicurazioni sociali. Si tratta di una vera e propria truffa nei confronti della collettività! Noi Giovani PPD ticinesi riteniamo inoltre che la legge stabilisce limiti chiari per la tutela della sfera privata. Il monitoraggio rappresenterà dunque l’ultima istanza alla quale appellarsi e sarà limitato nel tempo e nello spazio. Il 25 novembre invitiamo dunque a sostenere la modifica della LGPA. Garantiamo che solamente coloro che hanno pienamente diritto alle prestazioni delle assicurazioni sociali possano effettivamente ottenerle!

Bellinzona, 8 novembre 2018.

A nome del Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino,

Enea Monticelli
Presidente

Romolo Pawlowski
Segretario

No all'isola delle patate

Assieme a GLRT, GISO e Giovani Verdi, diciamo no all'iniziativa per l'autodeterminazione! Una proposta che mette in pericolo la stabilità economica e lo Stato di diritto del nostro paese.
Vorremmo infatti evitare di ritrovarci ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, quando la coltivazione di patate era l'unica nostra fonte di autosostentamento. Per questo abbiamo deciso di omaggiare i Giovani UDC con un sacco di patate svizzere!

Generazione Giovani PPD Ticino, Giovani liberali radicali, Giovani verdi e Gioventù socialista si sono schierati dalla stessa parte contro la pericolosa iniziativa per l’autodeterminazione lanciata dall’UDC. I quattro movimenti giovanili ticinesi ritengono che l’iniziativa debba essere respinta non solo perché danneggia la stabilità economica della Svizzera ed è in contrasto con la sua tradizione umanitaria e di paese aperto al mondo, ma anche perché l’iniziativa è inutile. Il rischio è di restare isolati, perdere molti posti di lavoro e rinunciare a buona parte delle esportazioni. Per spiegare ai giovani UDC che, se l’iniziativa venisse approvata, potremmo diventare un’isola su cui l’agricoltura sarà l’unica attività economica possibile, i rappresentanti dei quattro movimenti giovanili hanno omaggiato i democentristi con un sacco di patate.

In sostanza, l’iniziativa per l’autodeterminazione chiede che, se un articolo della costituzione fosse in contrasto con un punto di un trattato internazionale, il Consiglio federale avrebbe un anno di tempo per rinegoziare il trattato. Se le negoziazioni fallissero, la Svizzera dovrebbe allora disdire l’accordo. Oggi il Consiglio federale non sigla accordi internazionali in contrasto con la costituzione. Ciò che, invece, è possibile è che un’iniziativa popolare introduca un principio non compatibile con il diritto internazionale. Prendendo l’esempio degli accordi dell’organizzazione mondiale del commercio siglati da 164 paesi, è inimmaginabile che la sola Svizzera possa far cambiare un articolo a suo piacimento e che tutti gli altri cofirmatari accettino ogni suo desiderio. In tal caso dovremmo quindi disdire l’accordo, con tutte le gravi ripercussioni che ci sarebbero sulle nostre aziende e sui posti di lavoro. Va ricordato che molte aziende Svizzere altamente specializzate che offrono impieghi ad alto valore aggiunto vendono il 90% dei loro prodotti sul mercato estero.

Per i Giovani Liberali Radicali il testo non porta chiarezza fra i livelli di diritto, ma tramite contraddizioni garantisce solamente incertezza. L’iniziativa danneggerebbe la Confederazione sotto molti punti di vista e non garantirebbe più margini di manovra per trattative in ambito politico ed economico. Infatti l’iniziativa non garantirebbe una maggiore autodeterminazione nazionale come vorrebbe farci credere l’UDC, ma introdurrebbe rifidi vincoli che di fatto porterebbero all’inevitabile isolamento della Svizzera, sia dal punto di vista economico che della politica estera. 

Per la Gioventù socialista questa proposta è inoltre in contraddizione con la tradizione Svizzera di paese aperto al mondo e di piattaforma per il dialogo internazionale. Secondo la visione dell’UDC e della Lega, la Svizzera dovrebbe scegliere una via solitaria anche in materia di diritti umani, rescindendo ad esempio la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Il diritto internazionale è sfociato in importanti conquiste per i cittadini e le cittadine, come l’introduzione del diritto di voto per le donne o l’indennizzo delle vittime dell’amianto. Votando NO garantiamo questa protezione anche in futuro.

Per i Giovani Verdi è inoltre particolarmente allarmante che l'UDC con la sua iniziativa non attacchi apertamente i diritti umani, che rappresentano regolarmente un ostacolo al suo programma politico. Consapevole che un attacco dichiarato contro questi diritti non sarebbe gradito alla popolazione preferisce seguire una strada apparentemente innocua, ponendo in primo piano il primato della Costituzione svizzera sulla legislazione internazionale. Gli inizianti sperano così di ottenere una decisione popolare contro i diritti fondamentali evitando un dibattito pubblico sulla loro importanza.

I Giovani PPD ritengono che all’interno di questo discorso non vada dimenticata l’importanza della cooperazione internazionale in materia di perseguimento di reati e di indagini. Infatti, la Svizzera coopera in maniera attiva nella lotta alle organizzazioni criminali, scambia informazioni in merito ai reati commessi (soprattutto quelli finanziari o informatici) e processa delinquenti ricercati in altri paesi, tutto questo grazie ai numerosi accordi in materia. Accordi dai quali la Svizzera potrebbe vedersi costretta a ritirarsi, qualora prevedessero norme in contrasto con il nostro diritto federale. Generazione Giovani PPD Ticino è dunque convinta che l’iniziativa metta anche in pericolo la sicurezza, sia interna (non avremmo infatti accesso alle informazioni di altri paesi), sia estera, mettendo a repentaglio le indagini internazionali e la lotta alla mafia, al terrorismo e ad altri di questo genere, sono commessi senza tener conto dei confini nazionali. Per la nostra sicurezza è dunque opportuno respingere questa pericolosa (e controproducente) iniziativa.

Gli oltre 600 accordi internazionali che questa iniziativa mette in pericolo portano vantaggi a tutti i cittadini. Grazie all’apertura della Svizzera, noi giovani possiamo seguire un semestre in un’università all’estero i cui corsi vengono poi riconosciuti dal nostro ateneo. Grazie agli accordi internazionali, ci è così facile partire per un weekend tra amici in una capitale europea per festeggiare il capodanno. I nostri centri di ricerca e le nostre aziende possono inoltre svilupparsi in un contesto internazionale, ciò che permette alla Svizzera di essere il paese più innovativo al mondo.

Ci sono però alcuni giovani molto confusi che parlano di giudici stranieri e di imposizione da parte dell’Europa. In primo luogo va ricordato che l’iniziativa è contro tutto il mondo, non solo contro l’Unione europea. È poi importante notare che non esistono giudici stranieri con la facoltà di imporre leggi in Svizzera. L’iniziativa è quindi totalmente inutile perché nessun paese ha mai imposto alla Svizzera di sottoscrivere un accordo internazionale. Tra questi giovani confusi ci sono i giovani UDC, i quali vorrebbero che la Svizzera diventi un’isola, senza più relazioni con l’estero. In questa distopia, alla nostra economia non rimarrebbe che dedicarsi all’agricoltura, perché qualsiasi altra attività dipende dall’importazione di risorse o richiede un mercato più grande di quello elvetico. Per spiegare questo grave rischio, i rappresentanti dei Giovani liberali radicali, Generazione giovani, Gioventù socialista e Giovani Verdi hanno regalato ai democentristi uno svizzerissimo sacco di patate.

Come rappresentanti di GG PPD Ticino,

Romolo Pawlowski
Segretario

Damiano Pasquali
Vicesegretario

Marco Baggi
Membro di Comitato

Telefonini a scuola, pericolo o opportunità?

Lo scorso 8 settembre il deputato in quota GG Giorgio Fonio, unitamente ai colleghi Henrik Bang e Mariastella Polli, ha presentato una mozione che prevede l’istituzione di un progetto pilota in Ticino volto a vietare l’uso del telefonino nelle scuole dell’obbligo. Parallelamente i deputati chiedono che vi sia la creazione di un corso sull'etica dell'informatica, allo scopo di istruire i giovani sui benefici ma anche sui rischi che la tecnologia può portare nella società.

I casi di bullismo e cyberbullismo, seppur non in aumento, restano presenti nella realtà scolastica cantonale. Vessazioni, insulti e prese in giro hanno trovato nelle nuove tecnologie un nuovo alleato. Video di compagni presi in giro, foto con scritte schernenti su docenti e compagni o semplicemente testi scritti sbeffeggianti, vengono ora diffusi sempre più attraverso i canali di condivisione quali possono essere gli smartphone. all’interno della classe, ma anche verso l’esterno. Le persone oggetto di questi atti sono vittime di bullismo o si tratta semplicemente di qualche marachella tra ragazzi?

Sappiamo che essere presi in giro dai propri compagni non è un fatto piacevole e può creare delle conseguenze sulla quotidianità di ogni ragazzo, indipendentemente dal temperamento del carattere o dalla propria fragilità. Essere presi in giro sul mondo virtuale rende questo atto praticamente indelebile e riproducibile all’infinito.

Come giovani, non possiamo però non vedere anche il potenziale di un uso corretto degli strumenti tecnologici nel percorso educativo dei ragazzi. L’utilizzo di smartphone durante le lezioni per interagire con l’insegnante sono un metodo educativo interessante e che permetterebbero una partecipazione attiva degli allievi nella costruzione della lezione stessa grazie agli innumerevoli strumenti educativi.

Riteniamo inoltre indispensabile l’educazione da parte dalla scuola al corretto utilizzo delle nuove tecnologie, integrando anche l’utilizzo degli smartphone nelle lezioni scolastiche, mettendo in evidenza gli strumenti positivi e criticando l’uso scorretto. Non nascondiamo però che, a nostro avviso, vi sia anche una profonda implicazione del mondo famigliare nel tema dell’uso della tecnologia.

Generazione Giovani PPD Ticino raccoglie favorevolmente la provocazione lanciata dai deputati sopracitati e auspichiamo che, per una volta, il mondo della politica e della scuola si soffermino sul tema. Per questo motivo, il movimento giovanile del Partito Popolare Democratico si dichiara favorevole ad una regolamentazione generalizzata dell’uso del cellulare nelle scuole pubbliche cantonali e un’educazione mirata volta al corretto utilizzo delle nuove tecnologie.

Enea Monticelli, Presidente
Umberto Gatti, membro di Comitato

Per un futuro sui binario giusti: Binario 5!

Treni saturi. Mancanza di comfort. Viaggi in piedi. E una volta arrivati a destinazione, occorre ancora pagare il biglietto o andare a piedi. Questa è la situazione che vivono ogni fine settimana diversi studenti ticinesi che si recano oltralpe a studiare.

Secondo l’Ufficio cantonale di statistica, gli studenti iscritti negli atenei della Svizzera interna e della Svizzera romanda durante l’anno accademico 2017-18 sono 4'547. Un numero in costante crescita, come confermato dai dati dell’USTAT. Infatti, già solo rispetto al 2013-14, ci sono circa 400 Ticinesi in più impegnati oltralpe nei propri studi universitari. Inoltre, questi dati non tengono in considerazione le scuole universitarie professionali, gli apprendistati e le altre formazioni, che molti giovani del nostro Cantone frequentano. In sostanza, ogni fine settimana migliaia di Ticinesi si spostano lungo l’asse del San Gottardo.

Tra questi, molti sono titolari di un abbonamento Binario 7, che permette di viaggiare gratuitamente dalle 19 alle 5 del giorno dopo sulla rete FFS. Tuttavia, essendo obbligati a partire dopo le sette di sera, gli studenti riempiono facilmente i convogli diretti a Nord o a Sud, soprattutto durante i fine settimana, momento in cui, oltretutto, si muovono anche un sacco di turisti. Questi ultimi, approfittando dei biglietti risparmio e per godere appieno dei giorni di ferie, tendono a spostarsi la sera. Con questi due grossi gruppi di persone che si muovono dopo le sette di sera (senza considerare i militi impegnati nel proprio servizio, che solitamente tornano in caserma la domenica sera), i treni serali che si dirigono verso o che lasciano il Ticino sono particolarmente colmi, andando a ledere sul comfort, sulla tranquillità e, ovviamente, anche sulla sicurezza.

Siamo consci che le FFS si sono già impegnate nell’aumentare le corse serali la domenica sera in direzione Nord (cosa di cui siamo grati), tuttavia è il momento di modificare sostanzialmente l’offerta per i giovani che si spostano alla sera verso i propri luoghi di studio. Generazione Giovani PPD Ticino propone infatti l’ampliamento dell’attuale Binario 7 e l’introduzione di un nuovo tipo di abbonamento destinato agli studenti, il Binario 5.

Entrambi dovrebbero essere validi sino alle 7 di mattina e non solo fino alle 5, in modo da garantire agli studenti anche gli spostamenti mattutini. Per quanto riguarda l’orario di inizio, per il Binario 7 rimarrebbe fisso alle 19, mentre per l’auspicato Binario 5, l’orario di validità corrisponderebbe alle 17! In questo modo, si diluirebbero i giovani passeggeri sui treni già dalle cinque di sera. Questa opportunità sarebbe molto comoda per i Ticinesi che si recano in Università più lontane, come Losanna, Ginevra e Neuchâtel.

Entrambi i tipi di abbonamenti, in più, dovrebbero essere garantiti non solo fino ai 25 anni di età, ma anche a tutti gli studenti, fino al termine dei propri studi. Inoltre, sia l’attuale Binario 7, sia il futuro Binario 5 dovrebbero valere sull’intera rete di trasporti urbani in tutta la Svizzera (oggi solamente in poche città il Binario 7 è valido su bus e tram).

Queste sono le richieste che abbiamo presentato al Comitato federale dei giovani PPD svizzeri e sono contenute nel documento che verrà posto in votazione all’Assemblea dei delegati di sabato 1. settembre 2018 a Ginevra. In questo modo, la presa di posizione non sarebbe unicamente ticinese, ma anche svizzera. Infatti, i cambiamenti sperati da GG PPD Ticino non porterebbero vantaggi unicamente ai giovani ticinesi, ma anche a tutti i nostri cugini d’oltralpe, siccome gli abbonamenti FFS possono essere stipulati da chiunque. Si tratta dunque di proposte a favore dei giovani e a favore degli studenti!

È notizia di alcune settimane che le FFS stanno già elaborando delle modifiche dell’attuale Binario 7, a partire dal cambio di nome dell’abbonamento. Inoltre, benché venga a costare di più, esso dovrebbe essere valido su tutte le reti urbane elvetiche, che era appunto una nostra richiesta. Siamo dunque molto contenti che l’ex-regia federale si stia muovendo nella giusta direzione. Tuttavia, occorre ribadire che un aumento delle possibilità offerte agli studenti, andrebbe a beneficio di tutti. In particolare, una maggiore distribuzione degli studenti sui treni già a partire dalle 5 di sera, oltre a giovare ai giovani stessi, permetterebbe anche ai turisti di beneficiare di viaggi più confortevoli e al personale di lavorare più serenamente.

Come Giovani PPD ticinesi vogliamo che il viaggio in treno sia effettivamente un viaggio sereno. Le poche volte in cui gli studenti tornano a casa non devono essere fonte di stress e arrabbiature, ma momenti piacevoli da trascorrere studiando, chiacchierando o anche solo osservare dal finestrino gli stupendi paesaggi elvetici.

 

Bellinzona, 31 agosto 2018.

 

Enea Monticelli
Presidente

 

Romolo Pawlowski
Segretario

Presa di posizione del Comitato GG PPD TI sui temi in votazione il 10 giugno 2018

Il prossimo 10 giugno, il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino invita a votare a favore della nuova Legge sui giochi in denaro e a respingere l’iniziativa popolare “Moneta intera”. Sul piano regionale, sostiene anche il Parco Nazionale del Locarnese.

Durante la sua ultima seduta, svoltasi a Losone, il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino si è chinato sui temi in votazione federale e regionale il prossimo 10 giugno.

Sul piano federale, il Comitato di GG Ticino respinge all’unanimità l’iniziativa “Moneta intera”. Il Comitato ritiene tale iniziativa nociva per la piazza finanziaria svizzera e per tutta l’economia. Infatti, approvando questa Iniziativa si andrebbe a minare in maniera drastica quella che, fino ad oggi, è stata una piazza finanziaria solida. D’altronde, le misure apportate dopo la crisi finanziaria del 2008, come vincoli sulla liquidità, impongono già agli istituti finanziari varie limitazioni.
Il Consiglio federale, la Banca nazionale svizzera (BNS), economiesuisse e l’Associazione svizzera dei banchieri si dichiarano unitamente e chiaramente contrari a questo esperimento unico nel suo genere a livello mondiale. Come GG Ticino, crediamo che un’iniziativa simile comporti notevoli rischi ed incertezze. Inoltre, per i lavoratori del settore bancario, l’iniziativa “Moneta intera” comporterebbe più rischi che vantaggi. Ancora una volta a rimetterci sarebbero le famiglie e la popolazione tutta.
Per questi motivi, il Comitato di GG Ticino invita a respingere l’iniziativa “Moneta intera”.

In merito all’altro oggetto in votazione federale il prossimo 10 giugno, ossia all’introduzione della nuova Legge federale sui giochi in denaro, il Comitato sostiene a maggioranza tale introduzione.
Si ritiene che nei giochi in denaro si celino svariati pericoli (manipolazione, truffa, dipendenza dal gioco o riciclaggio di denaro). La legge sui giochi in denaro garantisce quindi che questo sistema consolidato di autorizzazione e controllo sia realizzato anche nell’era digitale. Chi organizza giochi in denaro è tenuto a versare dei tributi affinché la collettività non debba soltanto farsi carico degli oneri (vedi prevenzione dal gioco d’azzardo). Infatti, ogni anno quasi un miliardo di franchi è versato dalle case da gioco e dalle lotterie a favore dell’AVS/AI, dello sport, della cultura e delle opere sociali. Grazie alla nuova legge il numero dei beneficiari potrebbe aumentare ulteriormente. Al contrario, senza la Legge sui giochi in denaro, la Svizzera non sarebbe in grado di imporre queste regole.
Attualmente, chi apre una casa da gioco virtuale o propone lotterie o scommesse sportive in un luogo qualunque del mondo non deve rispettare le nostre leggi. Non è tenuto a prendere alcun provvedimento per impedire la dipendenza dal gioco, la truffa o il riciclaggio di denaro e non versa alcun contributo a favore della collettività, Si stima che in questo modo vadano persi più di 250 milioni all’anno, con tendenza in aumento. La nuova Legge corregge questo sistema, obbligando gli esercenti a richiedere un’autorizzazione.
Per questi motivi, il Comitato di GG Ticino invita a votare sì alla Legge federale sui giochi in denaro.

Per quanto concerne il Parco Nazionale del Locarnese, GG Ticino sostiene il progetto, anch’esso in votazione (regionale) il prossimo 10 giugno. I Comuni coinvolti (Ascona, Losone, Brissago, Ronco s/Ascona, Terre di Pedemonte, Centovalli, Onsernone e Bosco Gurin) verranno chiamati alle urne per esprimersi sul Parco, che secondo Generazione Giovani è un’opportunità da cogliere per il turismo e per la natura. Infatti, il Parco Nazionale del Locarnese garantirebbe non solo una grande visibilità per tutto il territorio coinvolto e fondi federali per finanziare progetti di rivalorizzazione, in particolare per le valli, ma anche una maggiore tutela della natura, che in quelle aree è particolarmente pregiata. Le zone centrali, in cui la natura è lasciata al suo corso senza alcun intervento umano, verrebbero studiate e questo permetterebbe dunque la creazione di posti di lavoro qualificati presso la “Casa del Parco”.
Secondo GG Ticino, nel dibattito, va ricordato anche che al di fuori delle zone centrali, ossia nel resto del territorio del Parco, non vigerebbero ulteriori restrizioni, che il valore immobiliare degli edifici all’interno dell’area potrebbe crescere e che tra dieci anni la popolazione coinvolta sarà chiamata nuovamente alle urne per rinnovare la concessione al Parco.
Per queste ragioni, il Comitato GG Ticino sostiene il Parco Nazionale del Locarnese.

 I perimetri del Parco Nazionale del Locarnese sarebbero quelli illustrati nell'immagine.

I perimetri del Parco Nazionale del Locarnese sarebbero quelli illustrati nell'immagine.

 

Bellinzona, 15 aprile 2018.

Per il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino

Il Vicepresidente Sottoceneri
Tommaso Merlini

Sostegno di GG Ticino alla riforma fiscale e sociale

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Incontro di Generazione Giovani PPD Ticino con il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli

GG Ticino invita a votare SÌ alla Riforma fiscale e sociale e a respingere il referendum sulle misure fiscali in votazione il 29 aprile prossimo.

In vista della votazione prevista il prossimo 29 aprile sulla “Riforma fiscale e sociale: misure fiscali”, Generazione Giovani PPD Ticino ha incontrato il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, responsabile del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), con il quale ha discusso dell’importante cambiamento di paradigma in corso grazie a un rafforzamento della politica lavoro-famiglia ad opera del DSS.

Grazie all’incontro con il Consigliere di Stato Beltraminelli, GG ha potuto meglio cogliere la portata della riforma, che introduce un nuovo patto sociale tra aziende e famiglie.

Nello specifico, le misure di ordine fiscale messe in discussione dai promotori del referendum comportano una diminuzione dell’aliquota dell’imposta sulla sostanza delle persone fisiche e del capitale delle persone giuridiche, nonché misure per incentivare le nuove imprese (start-up).

La motivazione alla base di questa scelta è semplice: nella classifica tra cantoni, il Ticino si colloca in una posizione molto bassa per quanto riguarda il carico fiscale. Se vogliamo continuare a essere attrattivi e non perdere importanti contribuenti, occorre migliorare la nostra attrattività fiscale. Va ricordato che la diminuzione del gettito è sopportabile per le finanze cantonali se messa in relazione all’aumento di attrattiva della piazza economica ticinese. Attualmente, infatti, diverse imprese si stanno interrogando sull’opportunità di rimanere nel nostro cantone anziché spostarsi oltralpe. Una loro eventuale fuga causerebbe una sostanziale diminuzione delle entrate dell’erario cantonale con possibili conseguenze anche dal punto di vista occupazionale. Bisogna dunque lottare contro questo fenomeno.

La parte sociale della riforma mira a rafforzare la politica famigliare e la conciliabilità famiglia-lavoro con il coinvolgimento del mondo aziendale, che ha accettato un aumento del prelievo a carico dei datori di lavoro sulla massa salariale. Così facendo le aziende finanzieranno con 21 milioni di franchi diverse misure sociali, tra cui il riconoscimento di un assegno parentale di 3'000 franchi in caso di nascita o adozione di un figlio, il raddoppio dell’aiuto diretto alle famiglie, fino ad un terzo della retta, a favore delle famiglie meno abbienti e del ceto medio che affidano il proprio figlio, la messa a disposizione di nuove risorse a garanzia della sicurezza e della qualità delle prestazioni nell’ambito dell’accoglienza dei bambini, il sostegno ai famigliari che si occupano di un proprio caro anziano malato o con disabilità e non da ultimo misure di sensibilizzazione delle aziende in un’ottica di conciliazione lavoro e famiglia.

L’aver trovato con un patto sociale la quadratura del cerchio tra fiscalità e socialità costituisce una novità e un gesto di grande responsabilità sociale da parte delle imprese ticinesi; riflette anche una nuova visione della socialità di oggi, che non vuole solo combattere la povertà, ma anche sostenere il ceto medio, pilastro nella nostra società. Per questo motivo le due riforme sono complementari e devono essere portate avanti assieme. Un eventuale no alla riforma fiscale non consentirebbe del resto l’entrata in vigore delle misure sociali.

Per tutti questi motivi, Generazione Giovani PPD Ticino invita a votare SÌ il 29 aprile 2018 alla Riforma fiscale e sociale. perché risponde alle mutate esigenze da parte di aziende e famiglie ticinesi, e di conseguenza a respingere il referendum.

 

Bellinzona, 16 marzo 2018.

 

A nome di Generazione Giovani PPD Ticino,

Romolo Pawlowski
Segretario

Rafforzamento delle borse di studio

Generazione Giovani PPD Ticino si impegna a favore dei giovani disoccupati e degli studenti

 

Il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino sosterrà la petizione lanciata dal Sindacato indipendente studenti e apprendisti (SISA) per l’aumento dei contributi sotto forma di borse di studio e per rendere queste ultime più accessibili a tutti gli studenti ticinesi (petizione “per un rafforzamento delle borse di studio, per un’istruzione più equa per tutte/i!”).

A causa della cattiva situazione delle finanze cantonali, il Gran Consiglio aveva votato nel 2015 la riduzione di questi contributi, la limitazione al loro accesso e la sostituzione di un terzo dei sostegni finanziari con dei prestiti di studio. GG Ticino si era già all’epoca espressa contraria a misure in tal senso.

Proprio per questo motivo il Comitato si è detto convinto a sostenere la proposta. Tuttavia, va ricordato, si distacca da qualsiasi legame con il referendum contro la riforma fiscale.

Il sostegno alla petizione per un rafforzamento delle borse di studio si inserisce in un quadro più ampio di sostegno generale ai giovani ticinesi in difficoltà, promosso anche da Generazione Giovani PPD Ticino.

Infatti, nell’ottica di fornire maggiore sostegno ai giovani disoccupati del nostro Cantone, GG Ticino ha già promosso a partire da dicembre 2017 una propria petizione (che ha raggiunto da poco le 1'000 sottoscrizioni). Questa raccolta firme di Generazione Giovani PPD Ticino chiede l’attuazione effettiva degli aumenti a favore dei giovani senza lavoro, votati dal Gran Consiglio del 2015 ma mai tradotti in pratica, e il miglioramento dei corsi di perfezionamento, frequentabili durante il periodo di disoccupazione.

Tutto ciò per permettere essenzialmente due cose:

  • da un lato un accesso senza vincoli finanziari agli studi superiori per gli studenti, affinché i sogni di nessuno vengano ostacolati;
  • dall’altro lato un rapido reinserimento professionale per i giovani senza lavoro, in modo tale da evitare di cadere in assistenza.

 

Petizione a favore dei giovani disoccupati

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Petizione per un rafforzamento delle borse di studio

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Bellinzona, 26 febbraio 2018.

Per Generazione Giovani PPD Ticino,

Romolo Pawlowski
Segretario

Comitato giovanile interpartitico contro "No-Billag"

Siamo giovani ma guardiamo la tele, ascoltiamo la radio e vogliamo continuare così!

Anche i giovani ticinesi, con un gruppo interpartitico composto da Giovani Verdi, GISO, Generazione Giovani e GLRT, si schierano contro l’iniziativa No Billag.

Nonostante si accusino i giovani di non fruire più di contenuti televisivi, le sezioni giovanili di diversi partiti politici hanno deciso di schierarsi contro l’iniziativa “No Billag”. Certo, la fruizione della televisione non è più quella di una volta, complice il progresso digitale. Ma radio e televisione stanno investendo risorse e competenze per adattarsi al cambiamento tecnologico offrendo già oggi contenuti di successo e qualità in rete. Contributi comunque spesso alla base dell’informazione giovanile e che esulano dalle logiche dello share televisivo.

L’accettazione di questa iniziativa avrebbe gravi conseguenze sul panorama giornalistico ticinese, poiché eliminerebbe una fonte d’informazione competente, indipendente e soprattutto legata al territorio ticinese e svizzero. Senza canone, metteremmo inoltre in serio pericolo altre tre importanti radio e televisioni private e questo nella sola Svizzera italiana. Questo scenario privo di una pluralità d’informazione adeguata, rappresenterebbe una grave perdita per l’accrescimento personale di tutti i giovani italofoni, ed influirebbe sull’opportunità di formarsi opinioni, sul senso di appartenenza alla cultura ticinese e nazionale e sul controllo democratico della società.

In ambito sociale le conseguenze sarebbero devastanti. La chiusura della RSI ed il ridimensionamento di molte emittenti private, porterebbero all’eliminazione di molti posti di lavoro, spesso in campi estremamente specifici. Romperebbero inoltre un legame assodato con le nostre scuole superiori (come il CISA) e università (facoltà di scienze della comunicazione, USI) obbligando i nostri studenti, i lavoratori del futuro, a dover emigrare per trovare un impiego nella formazione desiderata.

Infine ricordiamo che con il canone non si sostengono soltanto le televisioni e le radio, ma anche importanti manifestazioni culturali come il Festival del film di Locarno o Palco ai Giovani, oltre che giovani artisti svizzeri come Sebalter, i Make Plain o Andrea Bignasca, ambasciatori della musica svizzero-italiana in tutto il paese.

Contenuti di qualità, informazione libera e neutrale, sostegno ai giovani, agli apprendisti e ai lavoratori, responsabilità sociale e un’azienda profondamente legata al nostro territorio sono un grande valore aggiunto per il nostro cantone. Non possiamo permetterci di perderli con un colpo di ghigliottina come proposto da No Billag e voteremo dunque NO a questa iniziativa esagerata e profondamente ingiusta.

 Un momento durante la conferenza stampa, con i rappresentanti dei vari movimenti giovanili.

Un momento durante la conferenza stampa, con i rappresentanti dei vari movimenti giovanili.