no25novembre

Presa di posizione del comitato di GG sui temi in votazione il 25 novembre 2018

Il prossimo 25 novembre le cittadine e i cittadini saranno chiamati alle urne per esprimere il proprio parere su tre oggetti in votazione federale, nello specifico sulle iniziative popolari “Per la dignità degli animali da reddito agricolo (iniziativa per vacche con le corna)” e “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l’autodeterminazione)”, oltre che sul referendum inerente la modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). Con il presente comunicato stampa, il movimento giovanile del Partito Popolare Democratico ticinese intende comunicare la propria posizione in merito.

La Confederazione sostiene attivamente il settore agricolo federale, sovvenzionando i contadini in molteplici modi. Punti cardine del nostro settore primario sono il rispetto e il benessere degli animali, tramite pratiche quali, ad esempio, il possesso di stalle a stabulazione libera dove l’animale è libero di muoversi. Bisogna anche considerare che, attualmente, circa tre quarti dei bovini e un terzo delle capre non hanno le corna sia per motivi genetici (infatti alcune razze nascono già senza), sia per rimozioni sotto anestesia al momento della nascita. Inoltre, oggigiorno, non vi sono differenze tra i contributi per animali con le corna e senza.

Generazione Giovani PPD ha da sempre espresso un occhio di riguardo per il settore primario, vero e (spesso) unico motore delle periferie e delle valli ticinesi. Riteniamo dunque che la scelta di elargire incentivi agli allevatori che decidessero di mantenere i propri animali da reddito con le corna possa essere un’ottima soluzione per sostenere maggiormente questa categoria economica. Siamo inoltre sensibili sul fatto che la rimozione delle corna provochi dolori a lungo termine agli animali. Ciononostante, i costi dell’iniziativa sono importanti (si andrebbe a creare uno scompenso di contributi stimato tra i 10 e i 30 milioni di franchi). Questi fondi dovrebbero essere reindirizzati all’allevamento da altri settori dell’agricoltura. Si rischierebbe anche di tornare alla vecchia pratica di legare gli animali nelle stalle, al fine di non far ferire tra loro gli animali o di non causare incidenti all’uomo, andando a discapito del benessere di mucche e di capre. Inoltre, esprimiamo qualche dubbio sul fatto che tale sussidio debba figurare nella nostra Costituzione, che è il testo fondante del nostro paese. Per questi motivi contrastanti, GG Ticino lascia libertà di voto in materia.

Per quanto riguarda l’iniziativa per l’autodeterminazione, invece, il Comitato di GG Ticino esprime un forte no. Infatti, questa iniziativa mette in pericolo l’immagine solida e sicura che la Svizzera ha costruito nel corso della sua storia. In sostanza, l’iniziativa dell’UDC chiede che il diritto costituzionale sia sempre superiore a quello internazionale (modifica dell’art. 5 cpv. 4 della Costituzione federale) e che il Tribunale federale sia legato al diritto federale e, unicamente, ai trattati internazionali sottoposti a referendum (modifica dell’art. 190 Cost. fed.). Questa supremazia del diritto svizzero, resa accattivante dalla parola “autodeterminazione”, è altresì pericolosa, in quanto, in caso di disaccordo tra la Costituzione federale (e il diritto federale, secondo la modifica dell’art. 190 Cst.) e il diritto internazionale, il nostro diritto dovrebbe prevalere automaticamente, senza possibilità di dialogo. Questo significa che le nostre autorità dovrebbero immediatamente ridiscutere l’accordo internazionale e, in seguito, rescinderlo. Ricordiamo che tra gli accordi che la Svizzera ha stipulato con altri Stati o con delle organizzazioni internazionali, ci sono trattati che proteggono anche i nostri diritti di cittadini, che permettono alla Confederazione di commerciare con l’estero e che garantiscono la collaborazione giudiziaria e di polizia in materia di crimini internazionali. Tutti questi trattati sarebbero messi automaticamente in discussione e basterebbe una modifica del diritto interno federale per costringere il Consiglio federale a ridiscutere l’accordo.

Come Giovani PPD crediamo che si debba dare fiducia alle autorità (Governo e tribunali), garantendo loro margine di manovra. L’iniziativa contro i giudici stranieri risulta inoltre priva di utilità effettiva, poiché la Svizzera è già sovrana e il diritto internazionale non è applicato senza riserve. Al contrario, caso per caso, le autorità amministrative e giudiziarie analizzano la fattispecie e agiscono di conseguenza. Il Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino invita dunque a votare un deciso no a questa pericolosa, quanto inutile, iniziativa.

Infine, esprimiamo il nostro pieno sostegno alla modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LGPA). Generazione Giovani PPD Ticino ritiene che SUVA, AI e le assicurazioni sociali debbano poter monitorare tutti coloro che, partendo da indizi concreti, sono sospettati di frode verso il sistema. Tale abuso di per sé rappresenta una grave mancanza verso l’intera società e verso tutte le cittadine e tutti i cittadini, che versano mensilmente il proprio contributo alle assicurazioni sociali. Si tratta di una vera e propria truffa nei confronti della collettività! Noi Giovani PPD ticinesi riteniamo inoltre che la legge stabilisce limiti chiari per la tutela della sfera privata. Il monitoraggio rappresenterà dunque l’ultima istanza alla quale appellarsi e sarà limitato nel tempo e nello spazio. Il 25 novembre invitiamo dunque a sostenere la modifica della LGPA. Garantiamo che solamente coloro che hanno pienamente diritto alle prestazioni delle assicurazioni sociali possano effettivamente ottenerle!

Bellinzona, 8 novembre 2018.

A nome del Comitato di Generazione Giovani PPD Ticino,

Enea Monticelli
Presidente

Romolo Pawlowski
Segretario

No all'isola delle patate

Assieme a GLRT, GISO e Giovani Verdi, diciamo no all'iniziativa per l'autodeterminazione! Una proposta che mette in pericolo la stabilità economica e lo Stato di diritto del nostro paese.
Vorremmo infatti evitare di ritrovarci ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, quando la coltivazione di patate era l'unica nostra fonte di autosostentamento. Per questo abbiamo deciso di omaggiare i Giovani UDC con un sacco di patate svizzere!

Generazione Giovani PPD Ticino, Giovani liberali radicali, Giovani verdi e Gioventù socialista si sono schierati dalla stessa parte contro la pericolosa iniziativa per l’autodeterminazione lanciata dall’UDC. I quattro movimenti giovanili ticinesi ritengono che l’iniziativa debba essere respinta non solo perché danneggia la stabilità economica della Svizzera ed è in contrasto con la sua tradizione umanitaria e di paese aperto al mondo, ma anche perché l’iniziativa è inutile. Il rischio è di restare isolati, perdere molti posti di lavoro e rinunciare a buona parte delle esportazioni. Per spiegare ai giovani UDC che, se l’iniziativa venisse approvata, potremmo diventare un’isola su cui l’agricoltura sarà l’unica attività economica possibile, i rappresentanti dei quattro movimenti giovanili hanno omaggiato i democentristi con un sacco di patate.

In sostanza, l’iniziativa per l’autodeterminazione chiede che, se un articolo della costituzione fosse in contrasto con un punto di un trattato internazionale, il Consiglio federale avrebbe un anno di tempo per rinegoziare il trattato. Se le negoziazioni fallissero, la Svizzera dovrebbe allora disdire l’accordo. Oggi il Consiglio federale non sigla accordi internazionali in contrasto con la costituzione. Ciò che, invece, è possibile è che un’iniziativa popolare introduca un principio non compatibile con il diritto internazionale. Prendendo l’esempio degli accordi dell’organizzazione mondiale del commercio siglati da 164 paesi, è inimmaginabile che la sola Svizzera possa far cambiare un articolo a suo piacimento e che tutti gli altri cofirmatari accettino ogni suo desiderio. In tal caso dovremmo quindi disdire l’accordo, con tutte le gravi ripercussioni che ci sarebbero sulle nostre aziende e sui posti di lavoro. Va ricordato che molte aziende Svizzere altamente specializzate che offrono impieghi ad alto valore aggiunto vendono il 90% dei loro prodotti sul mercato estero.

Per i Giovani Liberali Radicali il testo non porta chiarezza fra i livelli di diritto, ma tramite contraddizioni garantisce solamente incertezza. L’iniziativa danneggerebbe la Confederazione sotto molti punti di vista e non garantirebbe più margini di manovra per trattative in ambito politico ed economico. Infatti l’iniziativa non garantirebbe una maggiore autodeterminazione nazionale come vorrebbe farci credere l’UDC, ma introdurrebbe rifidi vincoli che di fatto porterebbero all’inevitabile isolamento della Svizzera, sia dal punto di vista economico che della politica estera. 

Per la Gioventù socialista questa proposta è inoltre in contraddizione con la tradizione Svizzera di paese aperto al mondo e di piattaforma per il dialogo internazionale. Secondo la visione dell’UDC e della Lega, la Svizzera dovrebbe scegliere una via solitaria anche in materia di diritti umani, rescindendo ad esempio la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Il diritto internazionale è sfociato in importanti conquiste per i cittadini e le cittadine, come l’introduzione del diritto di voto per le donne o l’indennizzo delle vittime dell’amianto. Votando NO garantiamo questa protezione anche in futuro.

Per i Giovani Verdi è inoltre particolarmente allarmante che l'UDC con la sua iniziativa non attacchi apertamente i diritti umani, che rappresentano regolarmente un ostacolo al suo programma politico. Consapevole che un attacco dichiarato contro questi diritti non sarebbe gradito alla popolazione preferisce seguire una strada apparentemente innocua, ponendo in primo piano il primato della Costituzione svizzera sulla legislazione internazionale. Gli inizianti sperano così di ottenere una decisione popolare contro i diritti fondamentali evitando un dibattito pubblico sulla loro importanza.

I Giovani PPD ritengono che all’interno di questo discorso non vada dimenticata l’importanza della cooperazione internazionale in materia di perseguimento di reati e di indagini. Infatti, la Svizzera coopera in maniera attiva nella lotta alle organizzazioni criminali, scambia informazioni in merito ai reati commessi (soprattutto quelli finanziari o informatici) e processa delinquenti ricercati in altri paesi, tutto questo grazie ai numerosi accordi in materia. Accordi dai quali la Svizzera potrebbe vedersi costretta a ritirarsi, qualora prevedessero norme in contrasto con il nostro diritto federale. Generazione Giovani PPD Ticino è dunque convinta che l’iniziativa metta anche in pericolo la sicurezza, sia interna (non avremmo infatti accesso alle informazioni di altri paesi), sia estera, mettendo a repentaglio le indagini internazionali e la lotta alla mafia, al terrorismo e ad altri di questo genere, sono commessi senza tener conto dei confini nazionali. Per la nostra sicurezza è dunque opportuno respingere questa pericolosa (e controproducente) iniziativa.

Gli oltre 600 accordi internazionali che questa iniziativa mette in pericolo portano vantaggi a tutti i cittadini. Grazie all’apertura della Svizzera, noi giovani possiamo seguire un semestre in un’università all’estero i cui corsi vengono poi riconosciuti dal nostro ateneo. Grazie agli accordi internazionali, ci è così facile partire per un weekend tra amici in una capitale europea per festeggiare il capodanno. I nostri centri di ricerca e le nostre aziende possono inoltre svilupparsi in un contesto internazionale, ciò che permette alla Svizzera di essere il paese più innovativo al mondo.

Ci sono però alcuni giovani molto confusi che parlano di giudici stranieri e di imposizione da parte dell’Europa. In primo luogo va ricordato che l’iniziativa è contro tutto il mondo, non solo contro l’Unione europea. È poi importante notare che non esistono giudici stranieri con la facoltà di imporre leggi in Svizzera. L’iniziativa è quindi totalmente inutile perché nessun paese ha mai imposto alla Svizzera di sottoscrivere un accordo internazionale. Tra questi giovani confusi ci sono i giovani UDC, i quali vorrebbero che la Svizzera diventi un’isola, senza più relazioni con l’estero. In questa distopia, alla nostra economia non rimarrebbe che dedicarsi all’agricoltura, perché qualsiasi altra attività dipende dall’importazione di risorse o richiede un mercato più grande di quello elvetico. Per spiegare questo grave rischio, i rappresentanti dei Giovani liberali radicali, Generazione giovani, Gioventù socialista e Giovani Verdi hanno regalato ai democentristi uno svizzerissimo sacco di patate.

Come rappresentanti di GG PPD Ticino,

Romolo Pawlowski
Segretario

Damiano Pasquali
Vicesegretario

Marco Baggi
Membro di Comitato